Orologi e personaggi russi II: il Maresciallo Zukov - Tomo 2

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Orologi e personaggi russi II: il Maresciallo Zukov - Tomo 2

Messaggio da burja » 31 dic 2016, 15:26

Continuo la serie degli orologi abbinati ai personaggi famosi parlando, oggi del Maresciallo Zukov.

Georgij Konstantinovič Žukov (1º dicembre 1896 – Mosca, 18 giugno 1974) è stato un generale e politico sovietico, Maresciallo dell'Unione Sovietica.
La data di nascita è 19 novembre 1896 secondo il calendario giuliano. Di umili origini, aderì alla Rivoluzione bolscevica e combatté nei ranghi della famosa Armata a cavallo dell'Armata Rossa, distinguendosi per coraggio e decisione. Dopo la fine della Guerra civile, rimase nell'esercito e iniziò una brillante carriera che lo portò ai massimi vertici di comando dell'Armata Rossa.
Estremamente determinato, tenace, in alcune circostanze anche brutale nella sua conduzione militare, Žukov divenne il principale generale di Stalin ed ebbe un ruolo fondamentale, come comandante sul campo delle forze sovietiche, in molte battaglie decisive della Seconda guerra mondiale sul Fronte orientale che permisero la liberazione del territorio dell'Unione Sovietica occupato dalla Wehrmacht tedesca. Nella fase finale della guerra Žukov ebbe ancora un ruolo di grande rilievo nelle grandi offensive del 1944-45 che si conclusero con l'occupazione della maggior parte dell'Europa Orientale ed infine con la conquista della stessa capitale tedesca, Berlino e la fine del Terzo Reich di Hitler.
Per le sue notevoli capacità militari, Žukov, considerato tra i migliori generali della Seconda guerra mondiale, è stato definito come il "generale che non ha mai perduto una battaglia" e i soldati che combatterono sotto il suo comando lo ribattezzarono "Spasitél", il salvatore, e anche "Ariete", "Uragano", "Invincibile".

I primi anni

Žukov nacque nel 1896 a Ugodsky Zavod, cittadina nell'Oblast' di Kaluga rinominata "Žukov" in suo onore nel 1974.
Partecipò al primo conflitto mondiale come soldato di cavalleria. A causa dell'abbandono della guerra della Russia, Žukov si vide obbligato ad arruolarsi nell'Armata Rossa, durante la rivoluzione, come comandante di squadrone nella I armata di cavalleria. In questo ruolo partecipò nel 1921 alla campagna contro la rivolta di Tambov.
Comandante di reggimento di cavalleria nel 1925, venne ripreso ufficialmente per ubriachezza e violenze nel 1929, il che non impedì che nel 1933 venisse promosso alla testa della IV divisione cosacchi del Don.
I successi in Estremo Oriente
Nel 1937 ebbe il comando del VI Corpo d'armata cosacchi. Nel 1938 fu spedito in Estremo Oriente, al comando del Primo Gruppo d'Armate Sovietiche in Mongolia per organizzare e comandare la guerra di frontiera contro i giapponesi, impegnati nella zona con l'Armata Kwantung . Dopo un periodo di scontri di frontiera combattuti senza che venisse dichiarata la guerra, le scaramucce si estesero in un conflitto vero e proprio, con l'impiego da parte dei giapponesi di circa 80.000 uomini, 180 carri armati e 450 aerei. Punto di svolta del conflitto fu la Battaglia di Khalkhin Gol. Žukov, dopo aver ottenuto rinforzi il 15 agosto 1939 passò all'offensiva, ordinando quello che a prima vista sembrò un convenzionale attacco frontale. Invece di lanciare tutte le sue forze all'assalto tenne di riserva due brigate di carri armati, che successivamente riuscirono ad accerchiare le forze nemiche avanzando ai lati dello scontro principale. L'intera Sesta Armata giapponese, circondata e senza più rifornimenti, catturati anch'essi dalle forze corazzate sovietiche, si vide costretta ad arrendersi dopo pochi giorni.
Per questa operazione Žukov ottenne il titolo di Eroe dell'Unione Sovietica. Questa battaglia rimase poco conosciuta al di fuori dell'Unione Sovietica, visto che il 1º settembre seguente era iniziata in Europa la Seconda guerra mondiale. Anche l'uso innovativo dei carri armati non venne studiato in Occidente, lasciando il campo libero alla Blitzkrieg tedesca, utilizzata con il massimo dell'effetto sorpresa contro Polonia e Francia.
Grazie a questa importante vittoria, Žukov divenne un personaggio militare affermato al livello nazionale e stimato dai vertici dello Stato Maggiore. Nel 1940 infatti fu nominato Comandante del Distretto Militare di Kiev e più tardi Capo di Stato Maggiore generale. In qualità di generale di SM collaborò attivamente assieme al generale Timošenko, con il quale seppe riorganizzare al meglio l'Armata Rossa.

La Grande guerra patriottica
Nel 1941 poiché in contrasto con Stalin sulla necessità di abbandonare Kiev, a causa dell'invasione tedesca, venne esonerato dal compito di Generale di Stato Maggiore, restando tuttavia membro dello stesso, divenendo comandante del fronte di riserva. In tale nomina riuscì, nonostante tutto, a bloccare, al fronte del settore di Smolensk, l'inesorabile avanzata delle forze tedesche che puntavano su Mosca.
L'8 settembre 1941 prese su di sé il comando del fronte di Leningrado e nell'ottobre dello stesso anno assunse il comando di tutto il fronte occidentale riuscendo a imporre una quasi definitiva battuta d'arresto alle truppe tedesche e a difendere magistralmente Mosca. Dopo altri contrasti con Stalin e conseguenti declassamenti, emerse nuovamente, riuscendo ad organizzare, in condizioni del tutto sfavorevoli, la difesa di Stalingrado ed il successivo contrattacco grazie a cui l'Armata Rossa riuscì ad annientare in maniera definitiva la VI armata tedesca di Friedrich Paulus.
Nel novembre 1942 venne inviato nel settore centrale del fronte orientale per organizzare e dirigere la Operazione Marte che peraltro sarebbe fallita, a partire dal 25 novembre 1942, con pesanti perdite. Nel frattempo a Stalingrado, l'Operazione Urano (diretta da Vasilevskij) aveva avuto completo successo, e quindi Žukov si riportò a sud e partecipò alla direzione della successiva Operazione Piccolo Saturno. Il 1º gennaio 1943, Stalin nominava Žukov, in riconoscimento dei suoi meriti a Leningrado, Mosca e Stalingrado, Maresciallo dell'Unione Sovietica.
Nel febbraio 1943 Žukov si spostò nel settore settentrionale del fronte orientale per coordinare la prevista offensiva contro la sacca di Demjansk; nonostante tutta la sua energia, la pronta ritirata delle forze tedesche, il clima proibitivo e alcuni errori organizzativi e di esecuzione non permisero di ottenere l'auspicato successo strategico[1]. Inoltre una parte delle forze dovette essere precipitosamente dirottata a sud per fermare la controffensiva tedesca di Char'kov (alla fine di marzo lo stesso Žukov si sarebbe diretto, su ordine di Stalin, nella regione di Kursk per organizzare il fronte difensivo).
Nel luglio del 1943, ritrovato slancio e potenza, l'Armata Rossa sotto il controllo di Žukov e Vasilevskij poté bloccare l'ultima grande offensiva tedesca nella Battaglia di Kursk e iniziare l'avanzata verso Ovest, portata avanti con varie successive offensive che portarono alla liberazione dell'intera Russia Bianca, l'Ucraina ed infine alla invasione degli stati balcanici alleati di Hitler. In particolare, Žukov diresse con grande energia e abilità tattica la Quarta battaglia di Char'kov, la successiva avanzata verso il fiume Dnepr (estate 1943) e la grande marcia sui Carpazi del marzo 1944.
Nel settembre del 1944 fu inviato in Polonia a combattere nel saliente di Varsavia. Il 15 novembre ebbe il comando di condurre la definitiva operazione che avrebbe portato alla conquista di Berlino. Mentre inglesi, canadesi e statunitensi avanzavano dalla Francia, conquistando il lato ovest della Germania, Žukov varcato l'Oder, batté gli americani sul tempo conquistando per primo una Berlino in macerie. L'8 maggio 1945 ricevette la dichiarazione di resa di tutte le forze armate tedesche firmata dal rappresentante Keitel.

L'incontro a Berlino tra Žukov, Rokossovskij e Montgomery

Žukov è oggi considerato uno fra i più grandi strateghi della seconda guerra mondiale e tra i migliori di cui disponessero i sovietici. Nonostante un carattere e un comportamento a volte violento e brutale, i suoi metodi ottennero spesso l'impossibile e salvarono la situazione soprattutto a Leningrado e Mosca nel 1941. Ufficiale di vaste vedute strategiche e capace di concepire grandiosi progetti offensivi, a volte per un eccesso di precipitazione commise errori nella fase esecutiva (con gravi perdite per le sue truppe). Esempi di suoi insuccessi sono: l'Operazione Marte del dicembre 1942 (Seconda battaglia di Ržev) e la battaglia di Rumancevo nel febbraio 1943 (sacca di Demjansk). Anche nella battaglia finale di Berlino, il maresciallo, per eccessiva fretta, compì alcuni costosi errori tattici. Alcune grandi operazioni brillantemente condotte da Žukov furono invece la Quarta battaglia di Char'kov (agosto 1943), la marcia sui Carpazi nel marzo 1944 (Offensiva di Proskurov) e la formidabile offensiva dell'Oder nel febbraio 1945.

Il dopoguerra e gli ultimi anni

Dopo ciò fu nominato comandante delle truppe sovietiche in Germania; a causa delle crescenti ostilità con Stalin (tanto forti da spingere Stalin a mettere sotto indagine della NKVD, la polizia segreta, lo stesso generale), il quale temeva Žukov poiché lo vedeva come un pericoloso concorrente del favore popolare, fu destinato a incarichi di scarsa importanza, prima come comandante della Regione militare di Odessa e successivamente degli Urali. Durante le commemorazioni per la battaglia di Berlino tenutesi il 4 maggio 1948 la stampa non citò mai il suo nome, nell'ottica di una spersonalizzazione della storia della guerra che mise in primo piano il semplice soldato e il Partito.
Ministro della Difesa nel 1955, ebbe un ruolo fondamentale nello sventare il tentativo di allontanare dal potere Nikita Sergeevič Chruščëv, allora Primo Segretario del PCUS, portato avanti da numerosi appartenenti al Presidium, tra cui Georgij Maksimilianovič Malenkov, Vjačeslav Michajlovič Molotov, Pervuchin, Saburov, Lazar' Moiseevič Kaganovič, Klyment Jefremovyč Vorošylov e Nikolaj Aleksandrovič Bulganin. Approfittando di un viaggio del Primo Segretario all'estero, ne chiesero le dimissioni durante la riunione del Presidium del 18 giugno 1957, ma Chruščëv, non accettando la decisione, chiese che si pronunciasse in merito il Comitato Centrale del Partito. A questo punto entrò in gioco Žukov che, organizzando il trasporto tramite aerei militari di tutti i membri del Comitato sparsi per l'Unione permise a quest'ultimo di rovesciare la decisione del Presidium, salvando il potere di Chruščëv.

Gli anziani Antipenko, Žukov e Bagramjan
Ma proprio l'importanza raggiunta in questa occasione dal Maresciallo fu la causa della sua destituzione, motivata dallo stesso Chruščëv con il "culto della personalità di Žukov e della sua tendenza all'avventurismo, che apre la strada al bonapartismo". Dopo un voto del Plenum del Comitato Centrale, l'ormai ex ministro venne anche costretto a fare pubblicamente autocritica sulla Pravda e il suo posto fu occupato dal Maresciallo Rodion Jakovlevič Malinovskij.
Visse quindi come semi-recluso e lontano dalla vita pubblica fino al 9 maggio 1965. Per il ventesimo anniversario della resa tedesca, avvenuta l'8 maggio 1945, in occasione delle celebrazioni ufficiali fu invitato a un banchetto al Cremlino da Leonid Brežnev. Dopo quest'avvenimento, pur essendo stato riabilitato ufficialmente, non ricomparve più in pubblico fino alla sua morte.

Onorificenze e medaglie

Žukov fu uno dei militari sovietici più decorati in assoluto e l'unico a ricevere quattro volte il titolo di Eroe dell'Unione Sovietica oltre a Brežnev, che però se li attribuì da solo. Inoltre fu uno dei tre ufficiali a ricevere due volte l'Ordine della Vittoria.

Di seguito alcune foto del Maresciallo, l'orologio che raffigura il suo volto sul quadrante ed il libro autobiografico scritto da Zukov stesso, autocelebrativo, che io stesso sto facendo fatica a finire (e non solo per la mole....)
Allegati
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Re: orologi e personaggi famosi: il Maresciallo Zukov

Messaggio da burja » 1 gen 2017, 21:39

Danilao mi ha fatto notare che avevo già aperto un topic simile a questo ma in realtà non è un errore ma una cosa voluta. Il primo infatti era relativo alla personalità del Maresciallo Zukov, ad alcuni giudizi negativi nei suoi confronti, questo invece riguarda la storia della sua vita. Purtroppo ho solo un orologio con la sua effige ed un libro, quindi ripropongo sempre quelli, vedrò di trovare qualcosa in rete di diverso. Diciamo quindi che questa è la seconda puntata, e ce ne sarà anche una terza visto che Zukov è il vincitore morale della seconda guerra mondiale da parte sovietica, quindi merita una storia a capitoli (dalla sua infanzia alla battaglia di Berlino), farò così più topic perché allegare tutto ad uno sarebbe troppo pesante.
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Re: orologi e personaggi famosi: il Maresciallo Zukov

Messaggio da DaniLao » 1 gen 2017, 22:39

Ottimo Burjano, un po' di storia non guasta mai.
Ho letto tutto volentieri e con gusto, anche con una certa innegabile ma vana speranza di comprendere perché il Maresciallo sia stato riprodotto con i colori d'un puffo intossicato di viagra, ma nulla, il mistero permane.

Preso dallo sconforto avrei voluto fondere questo topic con l'altro che anche tu citi http://www.cccp-forum.it/mb/viewtopic.php?t=584 ma poi una (delle tante) vocina dentro la testa mi ha detto "Devi leggere con attenzione sono due post diversi il primo è il profilo del maresciallo il secondo è la storia con vita morte e miracoli" eh, già, come avevo fatto a non farci caso fin da subito?

Buh, magari siamo fortunati e ci sarà davvero anche una terza puntata sulla sua famiglia con la storia del padre madre e fratelli, nipoti, cugini... :hohoh:
Quaestio subtilissima, utrum Chimera in vacuo bombinans possit comedere secundus intentiones, et fuit debatuta per decem hebdomadas in concilio Constantiensi

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Re: Orologi e personaggi russi II: il Maresciallo Zukov - Tomo 2

Messaggio da burja » 12 feb 2017, 9:32

http://www.rainews.it/dl/rainews/artico ... eebed.html

A conferma di una persona specchiabile
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Re: Orologi e personaggi russi II: il Maresciallo Zukov - Tomo 2

Messaggio da burja » 27 dic 2017, 21:33

siete in vacanza, 40 minuti non potete non averli per gustare questo documentario veramente bellissimo

"Niente è dimenticato, nessuno è dimenticato"

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