[Topic Ufficiale Pobeda] Nuovo arrivo POBEDA

Orologeria di ogni tipo ed epoca da tutti i paesi dell'est europeo
zvezda
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Re: Nuovo arrivo POBEDA

Messaggio da zvezda »

Cane ha scritto:Una volta ne feci testare 5-6 molto piu' sospetti da fra1898 (quello che ha citato anche mchap) e uno solo risulto' radioattivo...
I Pobeda sono tra i sovietici che preferisco. Una volta snobbavo gli Zim, ma Mix mi ha fatto apprezzare anche quelli (a proposito, cpc, il tuo potrebbe effettivamente essere proprio uno Zim).
Riguardo ai test, ho avuto a disposizione per qualche tempo un Soeks 01m, un affarino piccolo, maneggevole e relativamente a buon mercato.
soeks01m.jpg
soeks01m.jpg (17.15 KiB) Visto 690 volte
Sono riuscito a testare diversi orologi precedenti al 1960, tutti i miei più altri, e il livello di radioattività non si è mai discostato significativamente dal fondo di radiazioni sempre presente nelle case.
Per riferimento, il fondo di radiazioni tipico a Roma è intorno a 0.20/0.25 microsievert/ora, che salgono a circa 0.40 microsievert/ora nelle case in tufo, e arrivano a dieci volte tanto su un aereo di linea in quota.
Tutti gli orologi si sono mantenuti largamente sotto la soglia di 1.00 microsievert/ora tranne un Longines militare che è arrivato oltre quota 100.
La misura va fatta appoggiando l'orologio sul tubo, provandolo in più posizioni per rilevare il massimo livello. Via via che l'orologio si allontana la radioattività decresce molto rapidamente, fino a che a un metro o poco più di distanza neanche il Longines muoveva più il contatore.
Comunque il Soeks mi è piaciuto, non richiede calibrazione e va con due pile a stilo. Se mi capiterà di trovarne uno d'occasione ci farò un pensierino. Non si mai :mrgreen:

cpc
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Re: RE: Re: Nuovo arrivo POBEDA

Messaggio da cpc »

Cane ha scritto:Hai visto la differenza di questo orologio nella prima foto che hai postato e in questa?

Foto diverse, luce diversa, sono in grado di far apparire un orologio piu' o meno vissuto o ristampato...
In effetti la foto è fatta con pessima luce: dal vero è meglio!

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mchap
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Re: Nuovo arrivo POBEDA

Messaggio da mchap »

zvezda ha scritto: (a proposito, cpc, il tuo potrebbe effettivamente essere proprio uno Zim).
Uno ZIm? in che senso? ti riferisci alla fabbrica?

cuoccimix ha scritto: Per di più in un periodo proiettato verso il futuro quali erano gli anni 80, quando tuttò ciò che era datato era solo "vecchio", e proprio non si aveva idea di cosa fosse il concetto di "retrò", almeno da noi (i giapponesi iniziavano a giocarci per esempio con le moto).
Comunque l'esempio più clamoroso è lo Zvezda che sembra un orologio anni '20...e invece è di 40 anni dopo!
Azzeccatissimo l'esempio degli Zvezda, però...

Però lo sfasamento temporale, l'essere un passo indietro, è una costante dell'orologeria sovietica di cui abbiamo parlato spesso. Un altro caso vistoso sono gli Strela 3017, ma il discorso può essere allargato a tutta la gran parte dell'orologeria sovietica per tutta la sua esistenza.
Lo scarto temporale è diminuito sempre di più a partire dagli anni '60 ma è sempre esistito. Era quanto quell'industria era in grado di produrre sia per scelte srategiche (serialità, massificazione,ecc.) che per l'assenza di una tradizione di design, l'economia di piano, e via dicendo.

La scelta, alla fine degli anni '80, di immettere sul mercato orologi obsoleti da tutti i punti di vista non fu una iniziativa dei russi ma un autentico colpo di "genio commerciale" da parte di alcuni imprenditori italiani i quali avevano fiutato la stanchezza della leggerezza degli anni '80 intuendo che c'era spazio per un ritorno al "tocco e sento".
Sappiamo poi che ci furono anche altri fattori, dall'effetto Gorbaciov alla caduto del muro,ecc.

Il paradosso sta proprio nel fatto che ad aver il successo "modaiolo" fu proprio quella tipologia di orologi che all'interno dell'orologeria russa erano marginali a fronte del tentativo di svecchiamento dell'intera produzione a cavallo tra la fine degli '80 e i primi '90.
I cataloghi sono a questo proposito illuminanti.

Gli importatori italiani si guardarono bene dallo scegliere il "nuovo" che era catalogo, non avrebbe avuto possibilità di competere perché... era un "nuovo già vecchio" come sempre. Puntarono invece su tutto ciò che poteva rendere l'immagine di "russo" sedimentata in anni e anni di guerra fredda sapendo bene che non c'era nulla di comparabile in occidente.

Tutto questo spiega anche la nascita dell'immaginario e dello stereotipo di "orologio russo" che perdura tutt'oggi.
E l’antica amicizia, la gioia di essere cane e di essere uomo tramutata in un solo animale che cammina muovendo sei zampe e una coda intrisa di rugiada (P. Neruda)

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Re: Nuovo arrivo POBEDA

Messaggio da zvezda »

mchap ha scritto:Uno ZIm? in che senso? ti riferisci alla fabbrica?
Yes.
mchap ha scritto:La scelta, alla fine degli anni '80, di immettere sul mercato orologi obsoleti da tutti i punti di vista non fu una iniziativa dei russi ma un autentico colpo di "genio commerciale" da parte di alcuni imprenditori italiani i quali avevano fiutato la stanchezza della leggerezza degli anni '80 intuendo che c'era spazio per un ritorno al "tocco e sento".
Interessante considerazione :ok:
Ritieni quindi che i russi ebbero un ruolo prevalentemente passivo nel boom degli anni '80?
E come spieghi invece il fenomeno in Germania?

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mchap
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Re: Nuovo arrivo POBEDA

Messaggio da mchap »

Fine anni '80 inizio '90. Teniamolo sempre presente. Il periodo modaiolo inziò verso la metà del 1988.

Per tutto quello che ho acquisito, letto e ascoltato posso dire che il ruolo dei russi fu all'inizio assolutamente passivo e le circostanze che portarono i russi in Italia del tutto casuali.


Ilcaso Italiano

In sintesi quanto ho già raccontato. L'importazione degli orologi russi "modaioli" fu dovuta a quello che si chiamava "commercio di compensazione".
Protagonista fu una azienda italiana che esportava in Unione Sovietica, dagli anni '70 almeno, macchinari per produrre scarpe.
La Russia degli anni '80 era ridotta al lastrico. Il commercio di compensazione era una pratica consueta sin dai decenni precedenti ma in quel torno di tempo era una risorsa fondamentale per gli scambi. In parte ti pago con altri prodotti.

Quindi dalle scarpe agli orologi. Come fu possibile?

Il gruppo aziendale "scarparo" aveva al suo interno una azienda specializzata in gadgets, oggettistica aziendale,ecc., inoltre era in relazione di affari con altre aziende specializzate in gioielleria e orologeria ( l'Unione Sovietica è sempre stato un grande esportatore di oro, metalli e pietre preziose. Di fatto seguendo le cronache sulle importazioni/esportazioni di orologi sin dal pre-1917 segui anche l'andamento del commercio dell'oro).

Fatto è che quando, nella seconda metà degli anni '80, si dovette decidere quali merci importare in quanto parte dei pagamenti, diciamo così, "in natura" la scelta cadde anche sugli orologi, cosa del tutto impensabile pochi anni prima.

Qui fu decisivo il ruolo di alcuni personaggi di quell'insieme aziendale a cui ho accennato. Caviale e vodka erano settori ultra-sfruttati e non offrivano di per se grandi prospettive.
D'altro canto i russi, che stupidi non erano, cercavano di sbolognare le giacenze di magazzino dei beni di consumo, prodotti in eccesso (economia di piano) e poco graditi all'interno. In ogni occasione provavano a liberarsi di quanto era di minor valore dal loro punto di vista.
Possiamo metterla così, nella "compensazione" c'era una certa quota di merci "zavorra" per chi le riceveva. Una scelta obbligata, pena l'impossibilità di mantenere relazioni commerciali con l'URSS.
Il discorso è lungo e complesso per cui non mi dilungo oltre.

Il punto è che si era verso al fine degli anni '80 e riassumo il tutto con una immagine leggermente colorita: noi eravamo come quel tizio, puttaniere per tutta la vita, che ad un certo punto si ferma e si dice "vorrei qualcosa di più vero, reale, concreto, sincero".

Questo è quanto era nell'aria in quel periodo. Il colpo di genio fu proprio nel puntare sugli orologi meccanici, vetusti e astrusi, nella fase calante dell'effimero e della overdose swacthara :).

Le prime visite a Chistopol avvennero nella seconda metà del 1987, il resto è cronaca.

Un altra cosa è da tenere presente. Sappiamo tutti che i russi esportavano orologi da decenni, ma quello che cercavano di esportare era la loro produzione corrente, quella "normale", quella che ritenevano avesse qualche possibilità nei mercati occidentali.
Queste esportazioni erano entrate in profonda crisi si dagli inizi degli anni '80. Diversi i motivi, tutti bene individuabili, ma è un altra storia. Certo è che ai russi non passava per la mente di puntare, in quel momento, sull'esportazione dei kom&co. che conosciamo.

C'è poi tutto il quadro politico-internazionale, Gorbaciov, ecc. ma su questo abbiamo consumato quintalate di tastiere.

Dunque, l'iniziativa, la scelta, fu tutta italiana a partire dal contesto del commercio di compensazione. Quello che gli italiani subirono era quello che i russi avevano da offrire, ma la scelta del cosa fu italiana.

Uno dei protagonisti anni fa mi raccontò che gli orologi arrivavano in condizioni pietose, degli autentici "nos" :lol:, ovvero fondi di magazzino mal conservati. Dovevano ricondizionarli da cima a fondo.
Non ho modo di sapere se ciò fosse del tutto vero o solo un modo per giustificare il mark up praticato, ma lo ritengo credibile.
Per non parlare dei costi del packing nostrano e del battage pubblicitario. Nel solo 1988 fu un giro di affari di settecento milioni di lire (vado a memoria).

Gli italiani avevano l'esclusiva mondiale e nel giro di pochi mesi lanciarono gli 0, i kom,ecc. negli USA, Giappone, oltre che in tutta Europa.


Il caso tedesco.

In Germania la moda non ebbe la stessa forza che in Italia. Del resto l'unico paese paragonabile al nostro, dal punto di vista del successo, furono gli USA (e mi è stato detto anche il Giappone, ma non ho avuto modo di verificare).

I primi Raketa 0 e i quattro kom arrivarono a partire dalla seconda metà del 1989, cioè un anno dopo che da noi, quasi nella fase calante della moda.
Gli orologi erano gli stessi impacchettati allo stesso modo. Però...

Però dire Germania significa dire Germania-est, la riunificazione, una tradizione di rapporti commerciali molto forte e di lunga durata con l'Unione Sovietica, il ruolo della DDR con tutto quello che significò l' ex-DDR.
Se da noi la prima ondata di immigrazione, a ridosso del 1990, dall'est-Europa portò orologi di tutti i tipi possiamo solo immaginare cosa avvenne in Germania. Non a caso ancora oggi è una delle migliori fonti di approvvigionamento per una certa tipologia di orologi.
C'è poi da considerare il ruolo di Poljot-V e altre iniziative del genere.

Ma sono due i punti che differenziano profondamente il caso tedesco rispetto al caso italiano( e agli altri paesi).

Al primo ho già accennato, la Germania-est. Se guardiamo alle riviste tedesche vediamo che c'è una grande differenza rispetto a quelle italiane.

Nelle nostre si parlò quasi esclusivamente di ciò che era ufficialmente distribuito dagli importatori nostrani, e questo dal 1988 alla prima metà del 1990. Per poi essere considerati del tutto sorpassati nel 1991. Ormai erano roba da mercatino.

In Germania invece, nello stesso arco di tempo, se ne parlò molto poco. Qualche trafiletto sul Raketa 0, pubblicità minimalista per i kom, Molnja e qualche altra cosina che già lascia intravedere le evoluzioni future.
Ma nel 1990-1991 si parlava già di Ruhla e di 6MX.
E' solo a partire dal 1992 che si inizia a scrivere e leggere, in modo consistente, di orologi russi e si parlava di orologeria sovietica a tutto campo!
Ed è dal 1993 che appaiono, sulla stampa, in modo significativo gli orologi importati ufficialmente.
Per poi seguire una storia commerciale fatta da Poljot-V e altri.

In altre parole il caso Germania fu completamente diverso da quello italiano.
La moda, se moda mai ci fu (in relazione a quella italiana), arrivò molto più tardi e fu principalmente il risultato della riunificazione delle due Germanie. Si potrebbe dire che inizialmente fu dovuta più ad un movimento "dal basso" ancor prima che ad iniziative commerciali (che pure ci furono).

Altro fattore fondamentale era la presenza di una tradizione culturale, quasi sempre di origine DDR, che conosceva bene e da tempo l'orologeria sovietica.

In conclusione, provvisoria come sempre :) , in Italia avemmo una moda in tutti sensi, fulminea, eclatante, esplosiva, dirompente, "latina", calata dall'alto grazie a chi ebbe la capacità di fiutare l'aria che tirava, e in quanto tale si spense altrettanto rapidamente.
In Germania invece non ci fu una moda altrettanto esplosiva, poco influirono le iniziative commerciali e solo a partire dal 1992-1993. In compenso fu un qualcosa che nacque dal basso, da quanto entrò in circolazione soprattutto grazie alla riunificazione e ad una tradizione culturale da noi del tutto assente. La moda vera e propria venne dopo, seguì il "basso". Forse non fu una nemmeno una moda nel vero significato dell parola, ma per spiegarlo dovrei dilungarmi oltre e non credo che sia il caso :lol:

E, per chiudere il quadro, nel caso tedesco l'iniziativa sovietica-russa ebbe un ruolo pro-attivo, grazie allo sfasamento temporale e anche, fattore non trascurabile, all'esperienza italiana con la quale i russi avevano rapidamente imparato a interagire imparando i trucchi del marketing occidentale, joint-ventures, ecc. (cose di cui sopra ho dato per scontato, ne abbiamo parlato sempre. Devo ri-citare cosa diceva nel 1989 Samsonov, direttore della prima fabbrica di Mosca, partecipando ad un convegno in Italia? :) )

Tutto questo in estrema sintesi tralasciando annessi e connessi :lol: :lol: :lol:

Se con qualcuno dovete prendervela costui è Marco-Zvezda. La domanda l'ha fatta lui. Io ho solo risposto. :lol:

PS

Ai due o tre, forse anche meno, che riusciranno a leggere tutto il post vanno i miei sentiti ringraziamenti. I miei e quelli di Bò, Jenny, La Grigia, La Nera, Peperino, i Cinque Gattini Neri ( Macchietta, Peperoncino, Bollicino,...) e degli altri sei a cui ha dato luce La Nera tre giorni or sono. Anche loro tutti neri, tranne uno che è grigio.
:love:
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Re: Nuovo arrivo POBEDA

Messaggio da DaniLao »

Interessantissima disamina, letta fino ai ringraziamenti miagolanti.

Pure questo -per chiarezza e respiro del riassunto- andrà a finire nel prossimo aggiornamento dei Top: Il nuovo Pobeda e i 'casi di Italia e Germania'
Quaestio subtilissima, utrum Chimera in vacuo bombinans possit comedere secundus intentiones, et fuit debatuta per decem hebdomadas in concilio Constantiensi

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Re: Nuovo arrivo POBEDA

Messaggio da Cane »

mchap ha scritto:C'è poi tutto il quadro politico-internazionele, Gorbaciov, ecc. ma su questo abbiamo consumato quintalate di tastiere...
E abbiamo fatto bene a consumarcele, perché secondo me senza Gorbaciov e la simpatia che esercitava nel mondo occidentale
i russi in italia "non sarebbero esistiti"...

Bellisima disamina come sempre... :ok:
Paolo ... Niki Lauda: "Ma cosa sarebbe la vita se facessimo solo cose ragionevoli"?

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Re: Nuovo arrivo POBEDA

Messaggio da cuoccimix »

Cane ha scritto:secondo me senza Gorbaciov e la simpatia che esercitava nel mondo occidentale i russi in italia "non sarebbero esistiti"
Vero, sino ad allora si era abituati ad apparatchik dall'aria severa. Gorbaciov aveva una faccia "buona", a livello mediatico riuscì da solo a lanciare l'estetica di una URSS "normale", uguale al resto del mondo, che in realtà non è mai esistita. A volte è utile provare a immaginare come sarebbe stato il mondo se non ci fosse stato il golpe contro Gorbaciov, e se le repubbliche sovietiche avessero firmato (come erano in maggioranza ormai pronte a fare, prima che le cose prendessero una piega diversa) per l'adesione alla "nuova" URSS, che si sarebbe chiamata "Unione delle Repubbliche Sovietiche Sovrane" per mantenere lo storico acronimo. Ma col se e col ma non si fa nulla.

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Re: Nuovo arrivo POBEDA

Messaggio da zvezda »

mchap ha scritto:Se con qualcuno dovete prendervela costui è Marco-Zvezda. La domanda l'ha fatta lui. Io ho solo risposto. :lol:
Felice di averti spinto a scrivere questo appassionato lenzuolo! :bliss:

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Re: Nuovo arrivo POBEDA

Messaggio da burja »

ohh, finalmente dopo tanto tempo un bel "pippone" come si deve (così si chiamano, no lenzuoli.. :evil: ) :D

A parte le battute (ma il nome è davvero quello, ovviamente tutt'altro che dispregiativo), bella disamina, completa ed esaustiva.

Aggiungo un fatto. Il mio ormai socio in "affari" (se così si può dire) Dmitrij di cui sono il consulente personale mi dice che proprio dopo il successo in Italia i kom destinati all'estero (cioè i vari carri armati, paracadutisti, ecc) iniziarono a venderli anche in Russia, dove per un periodo divennero di moda anche lì, a prezzi molto abbordabili (ecco perché se ne trovano ancora su quel mercato). Secondo te me la conta giusta?
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