Superare il reato di immigrazione clandestina

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DaniLao
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Re: Superare il reato di immigrazione clandestina

Messaggio da DaniLao »

finestraweb ha scritto:Domanda:
1) chi giunge illegalmente in un paese, senza segnalarsi alle autorità, può fare richiesta d'asilo?
2) quelle sono le richieste di asilo che rispettano i requisiti o sono le richieste di asilo ricevute?
Solo per capire cosa riflette quella tabella.
Ad esempio delle due cinesi uccise a Roma non sanno nemmeno il nome.
Risposte tecniche:
1) chi arriva legalmente (cioè con un visto d’ingresso) in un paese non ha bisogno di presentare richiesta di protezione perché può soggiornare sul territorio in virtù del visto.
Dunque la richiesta di protezione internazionale è un canale dedicato a chi, per un motivo o l’altro, rischi la vita nel proprio paese e riesca a fuggirne (e che dunque arrivi in un paese sicuro con qualsiasi mezzo).
Al momento della richiesta di protezione internazionale vengono raccolte le impronte (e verificate sui vari database internazionali di criminali, terroristi o di chi abbia già presentato tale richiesta in altri tempi o luoghi).

2) sono le richiesta ricevute. I richiedenti vengono spesso ascolti dalle Commissioni anche un anno dopo la presentazione della domanda di protezione (che generalmente è contestuale allo sbarco). Ovviamente lo status di rifugiato (protezione sussidiaria o casi speciali) deriva dalla decisione che -con calma- detta commissione sentenzierà (o meno)
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Re: Superare il reato di immigrazione clandestina

Messaggio da finestraweb »

Ricapitolando:
1) quello schema mostra le richieste di asilo ricevute da quei paesi nel 2021, cioè da tutti gli arrivati in Europa nel 2021.
Una domanda, dalla risposta veloce per non farti immolare ad ufficio informazione:
A) per chiedere asilo nel paese X, devo arrivare le paese X o posso farla nel paese europeo Z?
B) posso chiedere asilo in due paesi diversi, anche dopo averne fatto richiesta presso un altro?

Infine, mi chiedo la Commissione come faccia a rintracciare dopo un anno il richiedente asilo, che magari non ha un domicilio e chissà se un lavoro.
(può avere un lavoro? Perché se non sbaglio, se entri in Australia con un permesso turistico e credono sia una copertura, ti espellono).
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Re: Superare il reato di immigrazione clandestina

Messaggio da wilcoyote »

finestraweb ha scritto: 21 nov 2022, 7:30 (può avere un lavoro? Perché se non sbaglio, se entri in Australia con un permesso turistico e credono sia una copertura, ti espellono).
Questo succede anche negli USA.
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Re: Superare il reato di immigrazione clandestina

Messaggio da DaniLao »

Non ti preoccupare, è la mia materia, mi piace e la racconto volentieri.
In più, rimanendo sul tecnico si chiariscono le cose e si capisce come certe uscite sui giornali vadan prese con le molle.

Venendo a noi:

La domanda di protezione (per legge) deve essere presentata nel primo “paese sicuro”, se no non saresti uno che fugge, bensì un migrante economico e dovresti seguire altre strade (ce ne sono? No).

Al momento dello sbarco (o al momento della presentazione della richiesta di protezione il che è usualmente contestuale) vengono raccolte le impronte; se sei “pulito” fai richiesta di asilo in Italia, se hai già chiesto protezione in un altro paese UE vieni rispedito lì.

Questo risponde alla seconda domanda: si può presentare una sola richiesta di protezione*.
Da quando chiedi protezione a quando la Commissione deciderà avrai un PdS per “richiesta asilo” della durata di 6 mesi.
Ricevuto lo status il permesso “definitivo” avrà una durata di 5 anni.

Se poi dal paese X nel quale sei sbarcato e hai presentato richiesta di protezione (per esempio l’Italia) ti volessi spostare nel paese Z (per esempio la Germania) perché lì hai parenti e migliori prospettive di integrazione dovresti:
aspettare più di un anno che la Commissione Territoriale decida il tuo destino;
ottenere dalla Questura il fatidico permesso di soggiorno;
convertire il tuo permesso di soggiorno per Asilo del paese X in uno simile del paese Z.
Una faccenda per nulla semplice, oltre che lunghissima.

Il richiedente asilo ha tutto l’interesse a farsi trovare. Se la commissione lo convoca e lui non si presenta l’esito sarà negativo e non gli sarà mai riconosciuto lo status che gli garantirebbe di soggiornare in Italia con un permesso di soggiorno definitivo.
In più, come abbiamo già detto, il permesso di soggiorno che viene rilasciato al momento della richiesta di protezione (per “richiesta asilo”) ha la durata di 6 mesi, passati i quali dovrai tornare in Questura a rinnovarlo comunicando il tuo domicilio e il titolo per il quale occupi l’alloggio (proprietà, locazione, comodato, ospitalità….).

Con un permesso di soggiorno per “richiesta asilo”, “asilo politico” o “protezione sussidiaria” si può tranquillamente essere assunti e svolgere attività lavorativa.
Con un visto per turismo non si può essere assunti come non si può far altro che lavorare a nero se si è privi di permesso di soggiorno.

In generale (ovvero per i paesi che non sono in esenzione di visto) è l’ambasciata italiana nel paese d’origine a verificare se ci siano i requisiti per un visto per turismo. Uno dei requisiti è la condizione economica stabile nel proprio paese che rassicura sul fatto che tu abbia voglia di tornare e non rimanere in UE, una volta scaduto il visto**, come overstayer .

[mention]wilcoyote [/mention]noi abbiamo dinanzi l’Albania dalla quale, per turismo, si entra in Italia in esenzione di visto.
Non hai idea di quanti ne rimbalzano anche i nostri poliziotti di frontiera con motivazioni serie, facete, futili o peggio……

Damme 'o documento ca si no poi t'allamiente
'O documento tu me l'ha da'
Songo songo d'a Digos
T'o voglio dicere t'o voglio canta'
Passaporto patente carta d'identità
Nu bello documento prima o poi tu me l'ha da'
Nu bello documento pe' t'identifica'
Nu bello documento ja me n'aggia a i' a cucca'

Siente 'o documento ca te piace o t'allamiente
'O documento nun to voglio da'
Me ne passa p'o cazzo da Digos
To voglio dicere to voglio canta' (n'ata volta)




*ovviamente alla decisione negativa della commissione si può opporre ricorso, fino alla durata del quale si può soggiornare con un PdS sempre per “richiesta asilo” che consente l’assunzione.

**il visto turistico, di tipo C, valido per tutta l’Europa (cioè non è un visto nazionale come quelli per lavoro o ricongiungimento familiare) per sua stessa natura ha validità transitoria, massimo fino a 90 giorni e non è prorogabile, non può essere convertito in PdS per altro titolo*** e non consente di svolgere attività lavorativa****

***beh, ti potresti comunque sposare con un cittadino UE o anche solo averci un figlio, oppure contrarre una malattia che non sarebbe curabile nel tuo paese d’origine… ma quelle son fortune che non capitano a tutti….

****ovviamente mentre soggiorno per turismo non puoi iscriverti al Servizio Sanitario Nazionale, le spese mediche che dovessi sostenere sono a tuo carico: se hai i soldi per venire a turisteggiare li avrai di certo anche per pagarti le medicine…
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Re: Superare il reato di immigrazione clandestina

Messaggio da finestraweb »

Ti ringrazio, tutto molto chiaro, tranne su un aspetto.
La richiesta di asilo politico (protezione) è contestuale allo sbarco, come la richiesta di impronte e conferisce un permesso di soggiorno di 6 mesi.
A) Tale richiesta prevede un controllo, a parte la raccolta delle impronte?
Cioè, se sbarco senza documenti o con i documenti che attestano che vengo da un paese "non in guerra né lì sono un perseguitato politico" , cosa succede: "c'è un primo controllo" oppure, faccio richiesta ed ottengo il PdS "a prescindere" (impronte digitali a parte)?
Nel frattempo ho 6 mesi per costruirmi una vita o emigrare illegalmente in altro paese.
La vita possibile qual'é:
1) trovare un lavoro regolare ed essere regolarizzato
2) diventare un invisibile e lavorare in nero. Sperando in una prossima sanatoria?
3) emigrare, illegalmente, in un paese con più possibilità o dove ho amici e parenti e lì attuare la via 1) o 2)
In questo caso, forse ancora "meglio" : approdo nel Paese più "più accessibile" , sfuggo ai controlli così non faccio richiesta di PdS e cerco di farla direttamente nel paese in cui intendo "costruirmi la vita" .
4) procurarsi il pane, anche illegalmente.
Questi che ho menzionato (cioè privi dei requisiti di rifugiato politico) sarebbero quello definiti "emigranti economici"?

Infine, è vero che:
1) i richiedenti asilo (sui quali la commissione non si è espressa ancora) ricevono dei soldi dallo Stato
2) coloro a cui è riconosciuto lo status, altrettanto (anche se magari in diversa entità)

Ti ringrazio molto.

P.s. nei centri di accoglienza, va (soggiorna) chi è in attesa della presentazione della richiesta di asilo politico?
Oppure va chi è in attesa di espulsione, ad esempio perché la A) non è automatica oppure le autorità avevano già le tue impronte.
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Re: Superare il reato di immigrazione clandestina

Messaggio da DaniLao »

Rifacendosi da una parte (e seguendo il tuo ordine):

la richiesta di protezione Internazionale la puoi presentare quando vuoi, magari nel tuo paese è appena cambiato il regime e tu sei finito tra gli oppositori.
Più in generale l’istanza la può presentare chiunque, sarà poi la commissione a decidere se il caso rientri in quelli previsti dalla legge o meno per il riconoscimento dello status.

Generalmente la richiesta è contestuale allo sbarco perché, quando arrivi con il barcone sul territorio italiano, se non hai un visto non puoi soggiornare, ti prenderebbero le impronte e comminerebbero un provvedimento di allontanamento.

Il 99% di chi arriva ha perso il passaporto, gli è stato sottratto dal datore di lavoro o dal carcere libico o l’ha buttato in mare.
Il richiedente protezione dichiarerà la propria nazionalità e sarà la Commissione a fare le opportune verifiche, anche sulla provenienza geografica.

Al momento della presentazione dell’istanza si richiede un permesso di soggiorno che non è “a prescindere” bensì di durata molto breve è sottoposto ai soliti controlli di sicurezza ai quali un permesso autorizzativo al soggiorno è usualmente sottoposto. I controlli riguardano gli accessi in area Schengen, i vari reati nei database internazionali e un’altra serie di faccende e -come quelli sull’alloggio- sono preventivi.

Ovviamente in uno stato di diritto, e finché la commissione non deciderà, dobbiamo considerare il richiedente protezione internazionale come un rifugiato, una persona che scappa dal proprio paese.
Nel tuo domandare sembra che tu stia cercando di individuare i furbetti. Per come è scritta la norma europea ed italiana a questo ci pensa la Commissione, se poi ci mette un anno, non è che la colpa di questa ignavia la puoi accollare ai richiedenti protezione, no?

Immigrare illegalmente in un paese si può fare sempre. Se non hai un permesso di soggiorno è meglio, perché come abbiamo detto, se hai chiesto protezione in Italia e ti beccano in Germania ti impacchettano e rirotolano da questa parte delle Alpi.

Sempre riguardo gli spostamenti: è vero che se il tuo obiettivo è quello di stabilirti in Germania non devi farti prendere le impronte in Italia.
Possibile, anche se sembra più complicato rispetto alla rotta balcanica.
Checché giorgina vi voglia far credere la maggior parte dei richiedenti asilo passa da là, non dal mediterraneo. E questo spiega anche la cartina che ho pubblicato qualche giorno fa, oltre all’insofferenza dell’Europa che questi dati li ha e giustamente vede lo sbraitare dei fascioleghisti nella corretta prospettiva.

Riguardo i requisiti per la protezione la norma prevede tre tipi di percorsi (e relativi PdS): asilo politico, protezione sussidiaria e protezione speciale.
Se non rientri in questi casi con molta probabilità sei un migrante economico per il quale il TU sull’immigrazione prevede altri tipi di ingresso (segnatamente la richiesta di visto per lavoro, soggetta a quote annuali e requisiti inenarrabili e dunque ottenibile con la stessa facilità di una vincita al supermegaenalotto).

I richiedenti asilo che versino in stato di necessità possono entrare a far parte di progetti che prevedono anche l’alloggio. Scrivo “anche” perché il progetto prevede corsi di lingua, formazione e simili attività obbligatorie per mantenere il posto.
Qualora tu sia indigente (e qualora tu non sia ospitato in una struttura) potresti aver diritto ad un “pocket money” per vestiti e cibo di una trentina di € al mese (i progetti durano massimo 6 mesi).

Quello a cui ti riferisci e che spesso va sui giornali sono probabilmente i soldi che lo stato trasferisce alle strutture che ospitano le persone e attuano il progetto di cui sopra. Mi pare siano 35€ al giorno, nei quali devono rientrare il costo della struttura, il cibo, la summenzionata formazione, eventuali spese mediche da anticipare, gli operatori, assicurazioni varie, spese amministrative…. Direi un costo non esagerato.

Arrivando poi alle strutture:
esistono i CAS Centri di Accoglienza Straordinaria che sono il primo livello, ci può stare chi ha fatto richiesta di protezione.
Ci sono poi strutture SAI Siatema di Accoglienza e Integrazione nelle quali possono essere ospitati sia richiedenti che aventi status di rifugiato.

Come detto i progetti hanno durata massima di 6 mesi, in rari casi prorogabili, già che l’obiettivo è quello dell’autonomia.
Ovviamente nelle strutture non puoi essere ospitato se hai un reddito, quindi se lavori (anche a nero), perché se hai una stabilità economica puoi tranquillamente cercarti una sistemazione (esistono infatti anche progetti di integrazione “territoriali” che accompagnano i richiedenti come tutor anche se non alloggiano in strutture).

Chi sia in attesa di espulsione finisce nei CIE Centri di Identificazione ed Espulsione.
Già, perché se sei privo di documento prima di espellerti devo sapere chi sei e da dove vieni, altrimenti è un casino, mica posso metterti su un pari o in mare alla deriva…

Velo pietoso sui CIE, sulla loro gestione e sul fatto che si possa esser detenuti a causa di un reato amministrativo.
Perché essere privi di passaporto o di visto è un reato amministrativo, no? Mica penale.
Eppure a noi non ci arrestano se passiamo col rosso, lasciamo scadere la carta d’identità o la patente….
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Re: Superare il reato di immigrazione clandestina

Messaggio da wilcoyote »

Fino a poche settimane fa in un appartamento dello stabile dove abito anche io era ospitata una famiglia ucraina benestante: genitori medici entrambi e due figlie studentesse univertsitarie.
I medici sono stati inseriti nell'organico di una cooperativa che "affitta" medici agli ospedali (i cosiddetti "medici a gettone").
Le ragazze frequentavano corsi universitari in inglese (una in farmacia e l'altra non so).

Ora l'appartamento è vuoto, si sono trasferiti tutti in Germania e lavorano lì. La dottoressa continua a "chiaccherare" via whatsapp con mia moglie, dice che prima della guerra loro stavano meglio in Ucraina di quanto siano stati qui in Italia (appartamento come il nostro, lavoro pagato come il nostro), mentre il salto di qualità in Germania è enorme (suppogo dal punto di vista professionale, visto lo stato disatroso dei nostri ospedali).
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Re: Superare il reato di immigrazione clandestina

Messaggio da finestraweb »

DaniLao ha scritto: 23 nov 2022, 14:20 Rifacendosi da una parte (e seguendo il tuo ordine):

la richiesta di protezione Internazionale la puoi presentare quando vuoi, magari nel tuo paese è appena cambiato il regime e tu sei finito tra gli oppositori.
Più in generale l’istanza la può presentare chiunque, sarà poi la commissione a decidere se il caso rientri in quelli previsti dalla legge o meno per il riconoscimento dello status.

Generalmente la richiesta è contestuale allo sbarco perché, quando arrivi con il barcone sul territorio italiano, se non hai un visto non puoi soggiornare, ti prenderebbero le impronte e comminerebbero un provvedimento di allontanamento.

Il 99% di chi arriva ha perso il passaporto, gli è stato sottratto dal datore di lavoro o dal carcere libico o l’ha buttato in mare.
Il richiedente protezione dichiarerà la propria nazionalità e sarà la Commissione a fare le opportune verifiche, anche sulla provenienza geografica.

Al momento della presentazione dell’istanza si richiede un permesso di soggiorno che non è “a prescindere” bensì di durata molto breve è sottoposto ai soliti controlli di sicurezza ai quali un permesso autorizzativo al soggiorno è usualmente sottoposto. I controlli riguardano gli accessi in area Schengen, i vari reati nei database internazionali e un’altra serie di faccende e -come quelli sull’alloggio- sono preventivi.

Ovviamente in uno stato di diritto, e finché la commissione non deciderà, dobbiamo considerare il richiedente protezione internazionale come un rifugiato, una persona che scappa dal proprio paese.
Nel tuo domandare sembra che tu stia cercando di individuare i furbetti. Per come è scritta la norma europea ed italiana a questo ci pensa la Commissione, se poi ci mette un anno, non è che la colpa di questa ignavia la puoi accollare ai richiedenti protezione, no?

Immigrare illegalmente in un paese si può fare sempre. Se non hai un permesso di soggiorno è meglio, perché come abbiamo detto, se hai chiesto protezione in Italia e ti beccano in Germania ti impacchettano e rirotolano da questa parte delle Alpi.

Sempre riguardo gli spostamenti: è vero che se il tuo obiettivo è quello di stabilirti in Germania non devi farti prendere le impronte in Italia.
Possibile, anche se sembra più complicato rispetto alla rotta balcanica.
Checché giorgina vi voglia far credere la maggior parte dei richiedenti asilo passa da là, non dal mediterraneo. E questo spiega anche la cartina che ho pubblicato qualche giorno fa, oltre all’insofferenza dell’Europa che questi dati li ha e giustamente vede lo sbraitare dei fascioleghisti nella corretta prospettiva.

Riguardo i requisiti per la protezione la norma prevede tre tipi di percorsi (e relativi PdS): asilo politico, protezione sussidiaria e protezione speciale.
Se non rientri in questi casi con molta probabilità sei un migrante economico per il quale il TU sull’immigrazione prevede altri tipi di ingresso (segnatamente la richiesta di visto per lavoro, soggetta a quote annuali e requisiti inenarrabili e dunque ottenibile con la stessa facilità di una vincita al supermegaenalotto).

I richiedenti asilo che versino in stato di necessità possono entrare a far parte di progetti che prevedono anche l’alloggio. Scrivo “anche” perché il progetto prevede corsi di lingua, formazione e simili attività obbligatorie per mantenere il posto.
Qualora tu sia indigente (e qualora tu non sia ospitato in una struttura) potresti aver diritto ad un “pocket money” per vestiti e cibo di una trentina di € al mese (i progetti durano massimo 6 mesi).

Quello a cui ti riferisci e che spesso va sui giornali sono probabilmente i soldi che lo stato trasferisce alle strutture che ospitano le persone e attuano il progetto di cui sopra. Mi pare siano 35€ al giorno, nei quali devono rientrare il costo della struttura, il cibo, la summenzionata formazione, eventuali spese mediche da anticipare, gli operatori, assicurazioni varie, spese amministrative…. Direi un costo non esagerato.

Arrivando poi alle strutture:
esistono i CAS Centri di Accoglienza Straordinaria che sono il primo livello, ci può stare chi ha fatto richiesta di protezione.
Ci sono poi strutture SAI Siatema di Accoglienza e Integrazione nelle quali possono essere ospitati sia richiedenti che aventi status di rifugiato.

Come detto i progetti hanno durata massima di 6 mesi, in rari casi prorogabili, già che l’obiettivo è quello dell’autonomia.
Ovviamente nelle strutture non puoi essere ospitato se hai un reddito, quindi se lavori (anche a nero), perché se hai una stabilità economica puoi tranquillamente cercarti una sistemazione (esistono infatti anche progetti di integrazione “territoriali” che accompagnano i richiedenti come tutor anche se non alloggiano in strutture).

Chi sia in attesa di espulsione finisce nei CIE Centri di Identificazione ed Espulsione.
Già, perché se sei privo di documento prima di espellerti devo sapere chi sei e da dove vieni, altrimenti è un casino, mica posso metterti su un pari o in mare alla deriva…

Velo pietoso sui CIE, sulla loro gestione e sul fatto che si possa esser detenuti a causa di un reato amministrativo.
Perché essere privi di passaporto o di visto è un reato amministrativo, no? Mica penale.
Eppure a noi non ci arrestano se passiamo col rosso, lasciamo scadere la carta d’identità o la patente….
Ti ringrazio per le risposte, ci hai fornito un quadro molto completo.
Aggiungo a quanto da te scritto, che tutto questo a che fare con la burocrazia italiana, mai gentile con gli utenti ed efficiente.

Ti rispondo su un punto, perché è generale: baleni che stia cercando i furbetti.
No, mi ricordo che "l'occasione rende l'uomo ladro" (in senso figurativo), a prescindere da tutto. Banalmente, le mille e mila polemiche sul bonus al 110% o sul reddito di cittadinanza sono state causate da abusi della norma: o no? Quindi situazioni in cui "l'occasione ha reso l'uomo ladro" (in senso figurativo). E parliamo di situazioni di partenza ben più lievi di quelle che interessano chi affronta lunghi e pericolosi viaggi.
In uno stato di diritto esiste la presunzione d'innocenza, che a volte scade nel lassismo: vedi il caso Alice Scagni, la cui famiglia avevano chiesto ripetuti interventi contro il fratello Alberto, invano perché bisognava "coglierlo sul fatto".
E sul fatto l'hanno colto, ma c'è voluto l'omicidio della sorella.
Quello è stato un caso simbolo, ma gli esempi sono tanti.

Alla fine, immigrare regolarmente, passando per le ambasciate locali, è impossibile o quasi.
Farlo irregolarmente, per poi essere regolarizzato o magari anche solo per sopravvivere meglio, è non meno difficile, ma più possibile.
In estrema e pratica sintesi: o no?
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Re: Superare il reato di immigrazione clandestina

Messaggio da wilcoyote »

finestraweb ha scritto: 25 nov 2022, 11:35
DaniLao ha scritto: 23 nov 2022, 14:20 Rifacendosi da una parte (e seguendo il tuo ordine):

la richiesta di protezione Internazionale la puoi presentare quando vuoi, magari nel tuo paese è appena cambiato il regime e tu sei finito tra gli oppositori.
Più in generale l’istanza la può presentare chiunque, sarà poi la commissione a decidere se il caso rientri in quelli previsti dalla legge o meno per il riconoscimento dello status.

Generalmente la richiesta è contestuale allo sbarco perché, quando arrivi con il barcone sul territorio italiano, se non hai un visto non puoi soggiornare, ti prenderebbero le impronte e comminerebbero un provvedimento di allontanamento.

Il 99% di chi arriva ha perso il passaporto, gli è stato sottratto dal datore di lavoro o dal carcere libico o l’ha buttato in mare.
Il richiedente protezione dichiarerà la propria nazionalità e sarà la Commissione a fare le opportune verifiche, anche sulla provenienza geografica.

Al momento della presentazione dell’istanza si richiede un permesso di soggiorno che non è “a prescindere” bensì di durata molto breve è sottoposto ai soliti controlli di sicurezza ai quali un permesso autorizzativo al soggiorno è usualmente sottoposto. I controlli riguardano gli accessi in area Schengen, i vari reati nei database internazionali e un’altra serie di faccende e -come quelli sull’alloggio- sono preventivi.

Ovviamente in uno stato di diritto, e finché la commissione non deciderà, dobbiamo considerare il richiedente protezione internazionale come un rifugiato, una persona che scappa dal proprio paese.
Nel tuo domandare sembra che tu stia cercando di individuare i furbetti. Per come è scritta la norma europea ed italiana a questo ci pensa la Commissione, se poi ci mette un anno, non è che la colpa di questa ignavia la puoi accollare ai richiedenti protezione, no?

Immigrare illegalmente in un paese si può fare sempre. Se non hai un permesso di soggiorno è meglio, perché come abbiamo detto, se hai chiesto protezione in Italia e ti beccano in Germania ti impacchettano e rirotolano da questa parte delle Alpi.

Sempre riguardo gli spostamenti: è vero che se il tuo obiettivo è quello di stabilirti in Germania non devi farti prendere le impronte in Italia.
Possibile, anche se sembra più complicato rispetto alla rotta balcanica.
Checché giorgina vi voglia far credere la maggior parte dei richiedenti asilo passa da là, non dal mediterraneo. E questo spiega anche la cartina che ho pubblicato qualche giorno fa, oltre all’insofferenza dell’Europa che questi dati li ha e giustamente vede lo sbraitare dei fascioleghisti nella corretta prospettiva.

Riguardo i requisiti per la protezione la norma prevede tre tipi di percorsi (e relativi PdS): asilo politico, protezione sussidiaria e protezione speciale.
Se non rientri in questi casi con molta probabilità sei un migrante economico per il quale il TU sull’immigrazione prevede altri tipi di ingresso (segnatamente la richiesta di visto per lavoro, soggetta a quote annuali e requisiti inenarrabili e dunque ottenibile con la stessa facilità di una vincita al supermegaenalotto).

I richiedenti asilo che versino in stato di necessità possono entrare a far parte di progetti che prevedono anche l’alloggio. Scrivo “anche” perché il progetto prevede corsi di lingua, formazione e simili attività obbligatorie per mantenere il posto.
Qualora tu sia indigente (e qualora tu non sia ospitato in una struttura) potresti aver diritto ad un “pocket money” per vestiti e cibo di una trentina di € al mese (i progetti durano massimo 6 mesi).

Quello a cui ti riferisci e che spesso va sui giornali sono probabilmente i soldi che lo stato trasferisce alle strutture che ospitano le persone e attuano il progetto di cui sopra. Mi pare siano 35€ al giorno, nei quali devono rientrare il costo della struttura, il cibo, la summenzionata formazione, eventuali spese mediche da anticipare, gli operatori, assicurazioni varie, spese amministrative…. Direi un costo non esagerato.

Arrivando poi alle strutture:
esistono i CAS Centri di Accoglienza Straordinaria che sono il primo livello, ci può stare chi ha fatto richiesta di protezione.
Ci sono poi strutture SAI Siatema di Accoglienza e Integrazione nelle quali possono essere ospitati sia richiedenti che aventi status di rifugiato.

Come detto i progetti hanno durata massima di 6 mesi, in rari casi prorogabili, già che l’obiettivo è quello dell’autonomia.
Ovviamente nelle strutture non puoi essere ospitato se hai un reddito, quindi se lavori (anche a nero), perché se hai una stabilità economica puoi tranquillamente cercarti una sistemazione (esistono infatti anche progetti di integrazione “territoriali” che accompagnano i richiedenti come tutor anche se non alloggiano in strutture).

Chi sia in attesa di espulsione finisce nei CIE Centri di Identificazione ed Espulsione.
Già, perché se sei privo di documento prima di espellerti devo sapere chi sei e da dove vieni, altrimenti è un casino, mica posso metterti su un pari o in mare alla deriva…

Velo pietoso sui CIE, sulla loro gestione e sul fatto che si possa esser detenuti a causa di un reato amministrativo.
Perché essere privi di passaporto o di visto è un reato amministrativo, no? Mica penale.
Eppure a noi non ci arrestano se passiamo col rosso, lasciamo scadere la carta d’identità o la patente….
Ti ringrazio per le risposte, ci hai fornito un quadro molto completo.
Aggiungo a quanto da te scritto, che tutto questo a che fare con la burocrazia italiana, mai gentile con gli utenti ed efficiente.

Ti rispondo su un punto, perché è generale: baleni che stia cercando i furbetti.
No, mi ricordo che "l'occasione rende l'uomo ladro" (in senso figurativo), a prescindere da tutto. Banalmente, le mille e mila polemiche sul bonus al 110% o sul reddito di cittadinanza sono state causate da abusi della norma: o no? Quindi situazioni in cui "l'occasione ha reso l'uomo ladro" (in senso figurativo). E parliamo di situazioni di partenza ben più lievi di quelle che interessano chi affronta lunghi e pericolosi viaggi.
In uno stato di diritto esiste la presunzione d'innocenza, che a volte scade nel lassismo: vedi il caso Alice Scagni, la cui famiglia avevano chiesto ripetuti interventi contro il fratello Alberto, invano perché bisognava "coglierlo sul fatto".
E sul fatto l'hanno colto, ma c'è voluto l'omicidio della sorella.
Quello è stato un caso simbolo, ma gli esempi sono tanti.

Alla fine, immigrare regolarmente, passando per le ambasciate locali, è impossibile o quasi.
Farlo irregolarmente, per poi essere regolarizzato o magari anche solo per sopravvivere meglio, è non meno difficile, ma più possibile.
In estrema e pratica sintesi: o no?
Si dice "più probabile". :wall: :mrgreen:
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In estrema e pratica sintesi: o no?
In generale non è sempre così?
Le regole (norme e leggi) sono fatte perché il singolo prosperi nella società ma individualmente possono risultare (e talvolta lo sono proprio) un lacciuolo alla propria realizzazione (ha sempre pensato così anche l’ex cavaliere, giusto per prenderne ad esempio uno)
Quaestio subtilissima, utrum Chimera in vacuo bombinans possit comedere secundus intentiones, et fuit debatuta per decem hebdomadas in concilio Constantiensi
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