Estate 1989 (o 1990?), Gallipoli (LE). Un Cuoccimix quattordicenne in vacanza, ancora con capelli e belle speranze, passeggia con la sua famigliola sul viale principale della cittadina salentina. Sul marciapiede campeggiano diversi "vu' cumprà": per i meno anziani, era il pratico anche se opinabile soprannome con cui venivano chiamati i venditori ambulanti marocchini, in un'epoca in cui, dai marocchini per strada, si compravano giusto tappetini per auto, chincaglieria e radioline di sottomarca, roba scadente ma pur sempre lecita.
A un certo punto il pasciuto quattordicenne si ferma al banchetto di uno di essi. In mezzo a collanine e spazzole tergicristalli, c'è un orologio con la stellazza rossa, abbastanza grande, di aspetto gagliardo al suo occhio ingenuo: egli aveva già visto sui giornali gli orologi russi e li trovava fighi. Il padre pagante, con sguardo di compassione dinanzi a tale capolavoro di orologio, glielo compra subito, dato il prezzo modico e lo sguardo invaghito del giovane ebete. Il quale, al ritorno a casa, s'accorge che non è russo, ma, come recita un meme recente, "va bene lo stesso!!!". L'orologio, fra un danno e l'altro, dura ben poco, complice la poca sostanza. Finisce in una cassetta di cianfrusaglie, poi viene buttato e diventa per quasi quarant'anni un ricordo rimosso.
Fast forward, aprile 2026. Un Cuoccimix spelato e imbolsito ne trova incredibilmente uno su Vinted a 30 km di distanza, fondamentalmente come nuovo. Lo riconosce e lo acquista al volo, in preda alla nostalgia. La venditrice non offre il ritiro a mano e lo spedisce: il povero orologino fa il giro di mezza Italia e dopo ben 10 giorni di passione, ormai perse le speranze, ritorna nelle lande pugliesi, nelle mani del suo nuovo, piagnucolante proprietario.
In breve: questo "Antarktyuska" è stato il mio primissimo orologio "russo" . Il primo russo vero, senza virgolette, è stato in realtà un Zim di cui già scrissi 10 anni fa, https://www.cccp-forum.it/mb/viewtopic.php?t=456, ma l'orologio che ha dato via al tutto (sia pure in sordina) è stato questo curioso e balzano pseudo russo.
Che dire? Sull'orologio, invero, non c'è molto da dire. E' uno dei tanti "pseudo russi" dell' epoca, anche se decisamente raro rispetto ai Soviet e ad altri similari. Ricorda vaghissimamente il Raketa worldtimer. Scatola molto simile ai Soviet contemporanei, carina, di latta smaltata. La scritta "China Movt" in basso indica un ovvio movimento cinese Tongji manuale, ma è più probabile che l'orologio sia stato assemblato ad Hong Kong (allora ancora entità statale a sè), oppure a Taiwan. La cassa cromata , da 42 grassi mm di diametro, è di una crudezza esemplare: cromata con lo sputo, rifinita con la lima dei piedi. Il lettering del quadrante se ne impipa bellamente di proporzioni e distanze. La ghiera è completamente in plastica, i nomi delle città sono semplicemente stampati sopra senza nessuna protezione (infatti sui pochi esemplari in circolazione sono sbiaditi parzialmente, oppure completamente cancellati). Anche per questo lo conserverò bene. Non è dato sapere se il russo su ghiera e certificato sia corretto, oppure direttamente traslitterato dal napoletano. Il fondello ha una stellona coperta con adesivo "controllo qualità" (lol) ancora in sede: fra l'altro è arrivato staccato dalla cassa, il venditore dopo averlo aperto per qualche intervento ha pensato bene di NON richiuderlo...manca anche la guarnizione (probabilmente sbriciolata al momento dell' apertura)...
...Ma, come dicevo prima: "va bene lo stesso!". L'orologio lo trovo simpatico come lo trovai al tempo, funziona bene ed è praticamente intonso, cosa rarissima su un pezzo già raro anche se di valore monetario nullo (ma di enorme valore affettivo). Quest' umilissimo orologio è stato l'inizio in sordina di una grande passione che, nel bene e nel male, mi porto ancora dietro a oltre mezzo secolo di percorrenza. Mi lega ad alcuni ricordi passati, ovviamente.
E tanto basta per dargli un piccolo posto nella mia storia di vita personale, nonchè nella mia collezione.
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Cina MOVT ha qualcosa di barese 
Esteticamente mi piace, lo trovo molto gradevole, in più ha una storia che sa di complicato ricongiungimento familiare, un valore aggiunto che giustifica la tua soddisfazione.
Il nome poi, Antartichina, lo rende simpatico di volata
Oltre a quanto sopra, che dire, io i tentativi di inserirsi nella moda fatti in quel periodo a destra e a manca li trovo spesso affascinanti, più che divertenti.
Presentazione ottima, come d’abitudine
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Quaestio subtilissima, utrum Chimera in vacuo bombinans possit comedere secundus intentiones, et fuit debatuta per decem hebdomadas in concilio Constantiensi
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Re: Antarktyuska - Il ritorno di un vecchio amico.
Il nome sembra un ibrido fra Antarktika e Maruska, cioè, deve essere Maruska che se ne è andata in Antartide a farsi corteggiare dai trichechi. Comunque MUVT è davvero il nome della app web per il trasporto pubblico di Bari, starebbe per "Mobilità Urbana Vivibile e Tecnologica". Gestita ovviamente in modo pessimo...serve a rimanere fermi, altro che "muoviti".DaniLao ha scritto: 24 apr 2026, 21:53 Cina MOVT ha qualcosa di barese
Esteticamente mi piace, lo trovo molto gradevole, in più ha una storia che sa di complicato ricongiungimento familiare, un valore aggiunto che giustifica la tua soddisfazione.
Il nome poi, Antartichina, lo rende simpatico di volata
Oltre a quanto sopra, che dire, io i tentativi di inserirsi nella moda fatti in quel periodo a destra e a manca li trovo spesso affascinanti, più che divertenti.
Presentazione ottima, come d’abitudine
Divagazione a parte, me lo sto mettendo spesso al polso, segno che mi piaceva allora e mi piace adesso, nonostante la poca sostanza.
Soprattutto mi riporta a un'epoca di curiosità e dabbenaggine naturali di quell'età, quindi mi porta una altrettanto naturale allegria, come i bambini che trovano una cagata nell'uovo di Pasqua ma ci giocano meglio che con un Lego da 1000 euro.
E poi in 35 anni ho assunto un altro valore aggiunto: a differenza di prima, ora so aggiustare i Tongji
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Re: Antarktyuska - Il ritorno di un vecchio amico.
Esattamente, codesto orologio riporta a quel periodo e alle sue tipicità storiche, culturali, ma anche sociali.
Rimanda ad altri colori e sapori, in effetti, gustati con stati d’animo differenti da quelli odierni.
L’incipit della presentazione, col Giovane Cuoccimix con il padre, aderisce perfettamente a questo giocattolo così significativo
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Re: Antarktyuska - Il ritorno di un vecchio amico.
Eheh, ma quella non è Gallipoli, è Lecce....in viale Gallipoli, appunto. Per di più negli anni 60.DaniLao ha scritto: 24 apr 2026, 23:54 Esattamente, codesto orologio riporta a quel periodo e alle sue tipicità storiche, culturali, ma anche sociali.
Rimanda ad altri colori e sapori, in effetti, gustati con stati d’animo differenti da quelli odierni.
L’incipit della presentazione, col Giovane Cuoccimix con il padre, aderisce perfettamente a questo giocattolo così significativo
Quello di cui parlo è Corso Roma a Gallipoli (e non si passi per Corso Gallipoli a Roma, o per Gallipoli in Turchia):
Mi ha sempre fatto penare la capacità del mio cervello di dimenticare cose basilari e conservare invece dettagli nulli, come il fatto che l'ambulante fosse esattamente sul lato sinistro, più o meno il tratto fino al famigerato "Grattacielo" (bruttura anni '80 in vetro da sempre criticata e per di più dannata da alcuni eventi funesti, nonchè costruita proprio di fronte al Castello Angioino e al centro storico). C'erano negozietti di bigiotteria, paninoteche, bar ecc. con un abbondante struscio nazionalpopolare di fine anni '80 che comunque non raggiungeva il caos internazionale degli ultimi anni.
Fra l'altro ho trovato anche la foto (a risoluzione 10x10 pixel...) di un esemplare dell'orologio trovato tempo fa in rete, senza il cinturino originale e con la ghiera con le scritte completamente scomparse:
Fra l'altro 1989-90 era un periodo in cui sì, si trovavano già orologi russi in vendita, ma giusto quelli di importazione nelle gioiellerie a prezzi assurdi. Quindi il periodo appena precedente la caduta dell' URSS e l'esplosione dei "mercatini dei polacchi".
Diciamo che senza saperlo, prima che arrivassero i polacchi, mi stavo già scaldando i muscoli comprando pseudo russi dai marocchini...
Per finire, il mio cervello neurodivergente mi ha portato alla definizione di "vucumprà" di Wikipedia: "ambulanti irregolari, chiamati Vù cumprà, come la prima frase che viene loro insegnata dai “grossisti” pugliesi o napoletani che li ingaggiano».
Quindi probabilmente avrei potuto comprarlo da qualche grossista pugliese in alternativa
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Re: Antarktyuska - Il ritorno di un vecchio amico.
Intanto non denigrerei l'estetica dell'orologio, perché mi sembra davvero carino.
È un peccato quando lo apri dietro che c'è quel tonji piccolino e lui è gigantesco, ma per il resto mi sembra un bello orologio.
E poi che bella storia! Mi sono quasi commosso leggendoti.
È bello che tu l'abbia ritrovato, è una figata.
E poi adesso hai un sacco di pezzi di ricambio per i tonji, quindi è un orologio potenzialmente immortale, a meno che non si scolori la ghiera come quello che hai postato.
È un peccato quando lo apri dietro che c'è quel tonji piccolino e lui è gigantesco, ma per il resto mi sembra un bello orologio.
E poi che bella storia! Mi sono quasi commosso leggendoti.
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E poi adesso hai un sacco di pezzi di ricambio per i tonji, quindi è un orologio potenzialmente immortale, a meno che non si scolori la ghiera come quello che hai postato.
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Francesco
Citazioni dotte:
cuoccimix: "60 euro costava e 60 euro costa. Perchè loro non si mangiano la gallina, continuano a produrre uova."
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Re: Antarktyuska - Il ritorno di un vecchio amico.
Esatto, in realtà, pur essendo poverello, esteticamente è assolutamente simpatico. Lo ritengo anche più originale della maggior parte degli pseudo russi suoi contemporanei.mrcorso ha scritto: 25 apr 2026, 16:46 Intanto non denigrerei l'estetica dell'orologio, perché mi sembra davvero carino.
È un peccato quando lo apri dietro che c'è quel tonji piccolino e lui è gigantesco, ma per il resto mi sembra un bello orologio.
E poi che bella storia! Mi sono quasi commosso leggendoti.
È bello che tu l'abbia ritrovato, è una figata.
E poi adesso hai un sacco di pezzi di ricambio per i tonji, quindi è un orologio potenzialmente immortale, a meno che non si scolori la ghiera come quello che hai postato.
E poi oggi, oltre a saper riparare il movimento, posso anche reperire facilmente un movimento di ricambio, cosa che ovviamente nell' era pre-Internet sarebbe stata difficile per un orologio del genere.
Il movimento piccolo in cassa grande è un classico anche dei tempi moderni... più che altro, quando si carica l'orologio, la molla in rilascio fa un rumore di latta leggendario a causa della sottigliezza amplificante della cassa
Per la ghiera, avevo pensato di passare del trasparente, ma ho fermato il mio cervello ancor prima di azionare le mie manacce...mi limiterò a indossarlo con garbo, come si conviene a un prezioso ricordo.