Consigli di lettura - Non solo libri sulla Russia

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DaniLao
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Re: Consigli di lettura - Non solo libri sulla Russia

Messaggio da DaniLao »

Oh, Franz, finalmente qualcuno che mi da retta :-D

Ho messo in lista i tre tomi; con la fantascienza ho un rapporto bislacco, da materialista, come con il fantasy.
Ho anche problemi con il paranormale, magico o simile, al contrario che con il surreale, nel quale -ritengo- siamo -comunque- immersi.

Ciò non di meno assaggio tutto.
Anche la fantascienza consigliata da @will tempo fa, ho assaggiato; anche se ammetto di essermi dovuto fermare.

Le liste sono una buona idea, tempo addietro ho attinto dai vincitori storici dello Strega e mi ero riproposto di farlo con il Pulitzer, già che me lo ricordi, mi propongo di farlo lesto.

Preso dal tuo spunto (e vittima del colpevole silenzio degli altri Soci iscritti), mi sono dunque risoluto a chiedere all’AI qualche consiglio, secondo i miei gusti e -tra qualche già letto e molte cantonate- ho estrapolato questi sotto che credo mi procurerò e che -pensando di fare cosa gradita- pongo anche alla vostra attenzione, pur non avendoli ancora affrontati:

“Stoner” di John Williams;
“L'ultima favola russa" di Francis Spufford;
“Sotto il vulcano" di Malcolm Lowry;
“Il senso di una fine” di Julian Barnes;
"Cuore di cane" di Michail Bulgakov (chissà perché non l’ho mai ancora letto…);
“Il nostro agente all'Avana" di Graham Greene;
"L'URSS dal trionfo al degrado" di Andrea Graziosi.

Palla al centro, tocca di nuovo a voi ;-)
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Re: Consigli di lettura - Non solo libri sulla Russia

Messaggio da mrcorso »

Ho appena finito "Il falcone maltese" di Dashiell Hammett e devo dire che è un libro invecchiato tremendamente male, una traduzione agghiacciante, dei dialoghi atroci, veramente poverino. Meriterebbe quantomeno forse una traduzione nuova.
--
Francesco

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DaniLao
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Consigli di lettura - Non solo libri sulla Russia

Messaggio da DaniLao »

Io invece ho finito le 800 pagine e passa de “Il cardellino” di D. Tartt e… che dire… bel libro, bello, sicuramente.
E scritto anche molto bene.
Però, però, però c’è un però…
Al 74% del libro esso cambia completamente volto: da una storia intimista, non priva di consolanti, prolungati dolori e sconsolazioni si trasforma in una rocambolesca avventura con colpi di scena ed elementi, nemmeno nel pensati, ma troppo alieni al corpo precedente.
Come leggere due libri che si incastrano (per me non benissimo).

E -badate bene- non è che l’ultimo terzo sia brutto o scritto male eh, anzi, si finisce anche volentieri e di volata (di certo con più leggerezza e meno impegno intellettivo ed emotivo rispetto il resto).
Ma ci si rimane un po’ così.
Con l’idea che se fosse finito il primo libro, del secondo non si sarebbe sentita la mancanza.

Ciò non di meno l’ho trovato un gran bel libro che vale la pena leggere senza rimorsi e pregiudizi.
Peraltro ha vinto anche il Pulitzer, ora che l’ho finito magari ne andrò a cercare qualche dotta recensione, per capire se qualcun altro abbia trovato così inopportuna la cesura.

Ho finito anche “La congiura lituana. Come uccisero l’Urss e cosa accadde a chi tentò di salvarla” di Galina Sapoznikova, ma merita qualche parola in più e ora non c’ho più voglia, dunque alla prossima puntata :lol:
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Messaggio da DaniLao »

Due parole su "La congiura lituana" di Galina Sapoznikova, citato sopra, già che nel frattempo ho finito Stoner e anche lui merita un discorso a parte, altrimenti rimango indietro

Il libro è una raccolta di interviste a personaggi che hanno avuto a che fare con i fatti del 13 gennaio 1991 alla torre della televisione di Vilnius.
Intorno alla torre, occupata dai nazionalisti, ci furono 13 morti, la responsabilità venne attribuita alle truppe Alfa sovietiche e da lì ebbe inizio il domino delle repubbliche baltiche che portò alla dissoluzione dell'Unione Sovietica.

Il fatto è che ciò su cui si è basata la caduta dell'URSS è falso e -con tutta probabilità- costruito a tavolino.

Dalle inchieste e da quel che hanno riportato testimoni i colpi che uccisero le vittime venivano dall'alto e furono repertati bossoli di fucili Mosin (seconda guerra mondiale) o da caccia: non potevano venire dai soldati e non erano i fucili in dotazione.

Per l'appunto in Lituania, pochi mesi prima era passato Geene Sharp (anche lui intervistato nel libro), il teorico delle "rivoluzioni colorate". Leggere un po' chi sia, quale sia il suo metodo e come lo venda a chi gli fa comodo è senza dubbio edificante.
Alla faccia di chi lo ritiene un teorico della nonviolenza, le sue teorie vennero utilizzate prevalentemente per fomentare odio nei confronti dei cittadini russi in Lituania.
Non è un caso che intorno alla torre, proprio quella sera, ci fossero decine e decine di giornalisti, addirittura divisi in ali: una lituana, una internazionale e una sovietica.
Come non è un caso che furono fatte girare ambulanze vuote con lampeggianti e sirene per tutto il pomeriggio e la notte, a favore di fotografi e cineoperatori.
Lo stesso Audrius Butkevičius (ai tempi Direttore del Dipartimento della Difesa Nazionale che confluì poi nel Ministero della Difesa della Lituania) in un intervista, molti anni dopo i fatti, si lascia sfuggire di come avessero organizzato bene la messinscena.

E' edificante comprendere anche quale fu la posizione di Gorbaciov, il quale dichiarò di non aver dato lui ordini all'Alfa, impossibile nell'Unione Sovietica dei tempi, ma sufficiente a rendere la misura dell'uomo.

Ciliegina sulla torta, la Lituania ha approvato una legge che condanna chi neghi il "genocidio sovietico" e chi scrive qualcosa di differente dalla saga nazionale sui fatti del 13 gennaio viene incarcerato (ci sono stati processi, citati nel libro, fino al 2015).
Il racconto di quella notte è ciò su cui si basa il sentimento nazionale lituano e dire che le cose sono andate diversamente mette in crisi la coscienza nazionale.

E', senza dubbio, un libro molto interessante e costruito come inchiesta giornalistica, dunque abbastanza ben documentato.
Va però valutato con attenzione, in quanto ,a leggere il curriculum dell'autrice, la sfilza di premi e onorificenze che ha ricevuto dal governo e dagli organi del governo russo vien da pensare che sia piuttosto organica allo stesso
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