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La penna è più potente della spada! Topic su oggetti da scrittura e non solo
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DaniLao
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Visconti Mirage, l’avete già vista insieme allo Scorpene, resina di un colore e di una profondità spettacolari.
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Quaestio subtilissima, utrum Chimera in vacuo bombinans possit comedere secundus intentiones, et fuit debatuta per decem hebdomadas in concilio Constantiensi
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Re: La penna è più potente della spada! Topic su oggetti da scrittura e non solo
Ero rimasto a secco durante la settimana (anche nelle penne “di sbratto” che di solito son pronte a sostituire le ammiraglie nella fretta), dunque inchiostri -tutti e tre Diamine- si riconoscono; le penne invece sono -nell’ordine- una ACME Studio One Eye Guy by Kenny Scharf, una Stipula I Castoni Occhio di tigre e una Visconti Mirage Coral.
Chi indovina gli abbinamenti vince qualcheccosa.
Ovviamente, detti abbinamenti, (per me) hanno un senso e non sono scelte lasciate al caso
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Re: La penna è più potente della spada! Topic su oggetti da scrittura e non solo
…se per qualche assurdo motivo foste alla ricerca di una stilografica in ottone e non vi andasse di spendere cifre esose, sappiate che anche io -un giorno- sono stato nella vostra condizione.
Dopo qualche ricerca (diverse ricerche, perché cercavo una penna da agenda e ho le mani grandi) sono approdato alla M2 di Hongdian che mi sono procurato e ho provato.
Innanzitutto è proprio bellina
La fanno in ottone (42g), in titanio e in alluminio (28g), nel terzo caso in svariate colorazioni.
Quella in ottone è molto ben fatta e il metallo è coated, dunque se volete un effetto “nautico” c’è da adottare una di quelle tecniche empiriche che trovate descritte online.
Da chiusa è molto compatta.
Il cappuccio è lungo perché funziona da prolunga quando indossato (il taccuino sotto è in formato Passport 90x12,5 per farvi un’idea
Molto ben finita e bilanciata.
È disponibile con pennino da EF a B e pure “knife shape”, io -benché ritenga che una stilografica dovrebbe partire da un pennino M- ho scelto un F, già che la userò con un taccuino piccolo e per evitare sbrodolamenti con inchiostri parecchio fluidi.
È un F generoso che riesce a flettere restituendo un’ottima sensazione di fluidità.
Come tutti gli F che non costino una sassata potrebbe avere qualche falsa partenza se la lasciate senza cappuccio per più di un quarto d’ora (mi è successo, ma nel mio caso la colpa è anche dell’unico inchiostro con il quale finora l’abbia provata, che è uno shimmer e dunque piuttosto denso e riottoso)
Giunge dotata del suo converter ma ci si possono utilizzare cartucce internazionali standard.
La clip è a molla e solida; e quando scrivo solida intendo giusta, non come alcune che vanno aperte con due dita e nemmeno come quelle inutili e lasche, anche il profilo non è male
Particolare grazioso -pur non essendo noialtri amanti di gattini, pulcini, animaletti o pinguini- il finale del cappuccio, in gomma morbida e piacevole al tatto, con il gatto, simbolo di Hongdian.
Per me un evidente rimando al pellicano di Pelikan, realizzato invero molto gradevolmente (perdonate la foto dalla rete)
Insomma, ad oggi ha sostituito la più preziosa Columbus Academia che mi sento più sicuro di sapere pronta in un portapenne nello zaino che sempre in tasca, esposta ad ogni tipo di rischio.
Per concludere, l’ultima foto.
Che poi è la più brutta, nonché la prima, ma anche quella che ha stimolato la curiosità di alcuni verso questa penna
Dopo qualche ricerca (diverse ricerche, perché cercavo una penna da agenda e ho le mani grandi) sono approdato alla M2 di Hongdian che mi sono procurato e ho provato.
Innanzitutto è proprio bellina
La fanno in ottone (42g), in titanio e in alluminio (28g), nel terzo caso in svariate colorazioni.
Quella in ottone è molto ben fatta e il metallo è coated, dunque se volete un effetto “nautico” c’è da adottare una di quelle tecniche empiriche che trovate descritte online.
Da chiusa è molto compatta.
Il cappuccio è lungo perché funziona da prolunga quando indossato (il taccuino sotto è in formato Passport 90x12,5 per farvi un’idea
Molto ben finita e bilanciata.
È disponibile con pennino da EF a B e pure “knife shape”, io -benché ritenga che una stilografica dovrebbe partire da un pennino M- ho scelto un F, già che la userò con un taccuino piccolo e per evitare sbrodolamenti con inchiostri parecchio fluidi.
È un F generoso che riesce a flettere restituendo un’ottima sensazione di fluidità.
Come tutti gli F che non costino una sassata potrebbe avere qualche falsa partenza se la lasciate senza cappuccio per più di un quarto d’ora (mi è successo, ma nel mio caso la colpa è anche dell’unico inchiostro con il quale finora l’abbia provata, che è uno shimmer e dunque piuttosto denso e riottoso)
Giunge dotata del suo converter ma ci si possono utilizzare cartucce internazionali standard.
La clip è a molla e solida; e quando scrivo solida intendo giusta, non come alcune che vanno aperte con due dita e nemmeno come quelle inutili e lasche, anche il profilo non è male
Particolare grazioso -pur non essendo noialtri amanti di gattini, pulcini, animaletti o pinguini- il finale del cappuccio, in gomma morbida e piacevole al tatto, con il gatto, simbolo di Hongdian.
Per me un evidente rimando al pellicano di Pelikan, realizzato invero molto gradevolmente (perdonate la foto dalla rete)
Insomma, ad oggi ha sostituito la più preziosa Columbus Academia che mi sento più sicuro di sapere pronta in un portapenne nello zaino che sempre in tasca, esposta ad ogni tipo di rischio.
Per concludere, l’ultima foto.
Che poi è la più brutta, nonché la prima, ma anche quella che ha stimolato la curiosità di alcuni verso questa penna
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Re: La penna è più potente della spada! Topic su oggetti da scrittura e non solo
davvero carina. ci farò un pensiero.
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Francesco
Citazioni dotte:
cuoccimix: "60 euro costava e 60 euro costa. Perchè loro non si mangiano la gallina, continuano a produrre uova."
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DaniLao
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Re: La penna è più potente della spada! Topic su oggetti da scrittura e non solo
Hongdian M2 in penombra
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La penna è più potente della spada! Topic su oggetti da scrittura e non solo
Secondo ottone, questa volta di Traveler’s Company, nella versione ballpoint, accanto alla M2 di Hongdian
Chiusa (ma anche incappucciata) è lunga uguale alla M2, ma è molto più stretta (8,3->9,7 contro 10->12), la lunghezza invece è la medesima.
Riguardo peso e sensazione in mano, invece, son due cose ben diverse: 51,5 grammi di solidità la M2 e solo 16 la sorella “da viaggio”.
Ne esistono una versione stilo, una roller e questa che è ballpoint.
A me serviva una penna “da aereo” (quindi che non avesse travasi di bile al cambio di pressione), e ci sono arrivato per questo motivo.
L’inserto sul fusto è in cedro.
L’esperienza di scrittura è piacevole, abituato alle stilografiche mi sarei aspettato ci volesse più pressione, ma non è così.
Essendo un inchiostro a base d'olio il tratto su carta è molto pulito, preciso e leggermente più fine rispetto a un comune roller o gel della stessa misura.
Il controllo è preciso e puntuale, le pagine ordinate è impeccabile, peccato io non sia quel tipo di persona e che sia giunta con il nero (che per me è un colore da lavoro e non da svago: ognuno ha i propri gusti e le proprie convinzioni) e infatti sto cercando dei sostituti gel adeguati.
L’ottone, a differenza della M2, è nudo, dunque svilupperà la sua naturale patina con il tempo.
Insomma, penna compatta, simpatica, funzionale e adattissima all’uso per la quale l’ho acquistata, dunque bene, promossa
Chiusa (ma anche incappucciata) è lunga uguale alla M2, ma è molto più stretta (8,3->9,7 contro 10->12), la lunghezza invece è la medesima.
Riguardo peso e sensazione in mano, invece, son due cose ben diverse: 51,5 grammi di solidità la M2 e solo 16 la sorella “da viaggio”.
Ne esistono una versione stilo, una roller e questa che è ballpoint.
A me serviva una penna “da aereo” (quindi che non avesse travasi di bile al cambio di pressione), e ci sono arrivato per questo motivo.
L’inserto sul fusto è in cedro.
L’esperienza di scrittura è piacevole, abituato alle stilografiche mi sarei aspettato ci volesse più pressione, ma non è così.
Essendo un inchiostro a base d'olio il tratto su carta è molto pulito, preciso e leggermente più fine rispetto a un comune roller o gel della stessa misura.
Il controllo è preciso e puntuale, le pagine ordinate è impeccabile, peccato io non sia quel tipo di persona e che sia giunta con il nero (che per me è un colore da lavoro e non da svago: ognuno ha i propri gusti e le proprie convinzioni) e infatti sto cercando dei sostituti gel adeguati.
L’ottone, a differenza della M2, è nudo, dunque svilupperà la sua naturale patina con il tempo.
Insomma, penna compatta, simpatica, funzionale e adattissima all’uso per la quale l’ho acquistata, dunque bene, promossa
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Come nel basket, ecco il quintetto base, dall’alto: Hongdian M2, Columbus Academia, ACME Studio Glamour (by Sieger Design), Leonardo Virtuosa e Delta The Journal
In verità son messe insieme “a sentimento”, però -a ben guardare- raccontano un bel po’ di storia delle stilografiche.
Periodi storici (dai ‘70 all’altro ieri), materiali (dall’ottone alla celluloide passando per la resina), dimensioni, lavorazioni (date un occhio agli “aghi di pino” sull’Acasemia, a come le scaglie si posano nella resina sulla Journal o -ancora- come si raggruppano in piccoli circoli a guisa di fiore sulla Virtuosa (non a caso la variante si chiama Sunflower), in forma quasi di fiore), posizionamento di mercato (da meno di 20€ a (ben) più di 100) e concezione generale dell’oggetto (c’è pure una roller, rintoppata, non si sa mai uno dovesse salire sull’aereo al volo…).
L’unica cosa non rappresentata a modo sarebbe la provenienza geografica: una cinese, una che viene dalle Hawai e tre italiane.
Il fatto è che, sull’argomento, di belle cose se ne son fatte in Italia, quindi non disdegno certo l’estero, ma il mercato dell’usato offre spunti interessanti anche senza dover far troppa fatica. Come per gli orologi, poi, l’Italia è terreno fiorente e di collezionisti
In verità son messe insieme “a sentimento”, però -a ben guardare- raccontano un bel po’ di storia delle stilografiche.
Periodi storici (dai ‘70 all’altro ieri), materiali (dall’ottone alla celluloide passando per la resina), dimensioni, lavorazioni (date un occhio agli “aghi di pino” sull’Acasemia, a come le scaglie si posano nella resina sulla Journal o -ancora- come si raggruppano in piccoli circoli a guisa di fiore sulla Virtuosa (non a caso la variante si chiama Sunflower), in forma quasi di fiore), posizionamento di mercato (da meno di 20€ a (ben) più di 100) e concezione generale dell’oggetto (c’è pure una roller, rintoppata, non si sa mai uno dovesse salire sull’aereo al volo…).
L’unica cosa non rappresentata a modo sarebbe la provenienza geografica: una cinese, una che viene dalle Hawai e tre italiane.
Il fatto è che, sull’argomento, di belle cose se ne son fatte in Italia, quindi non disdegno certo l’estero, ma il mercato dell’usato offre spunti interessanti anche senza dover far troppa fatica. Come per gli orologi, poi, l’Italia è terreno fiorente e di collezionisti
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Re: La penna è più potente della spada! Topic su oggetti da scrittura e non solo
Vi presento la Luminik, fatta da EyeQ
Una stilografica da tasca dalle dimensioni piuttosto contenute a riposo (96,5mm) che diventa una penna di dimensioni abbondanti (140mm) col cappuccio.
È fatta in titanio grado 5 e ha un pennino Schmidt all’iridio, nel mio caso misura F (a causa dell’uso al quale è preposta)
La clip è dotata di paletta scorrevole in ceramica e il tappo crea una camera sigillata che non dovrebbe far seccare l’inchiostro (oltre a tenerla al sicuro, in caso la mettiate in lavatrice, chi sa mai…)
Come scrivevo sopra, una volta avvitato il tappo si arriva a 14cm, che è una dimensione sopra la media.
Le belle lavorature su detto tappo, che lo rendono ben sfaccettato, sono utili anche a che la penna non rotoli (inavvertitamente, per distrazione o moto impetuoso dell’animo) dalla scrivania (o da dove vi garbi o faccia piacere poggiarla)
EyeQ, che professa provenienza del design da Chicago, ma che mi porta alle orecchie le onde del mare di Shenzen, sottolinea come sia prodotta senza colla e senza plastica, ovviamente a parte l’alimentatore del pennino, che però fa Schmidt
Che dire…
Misura ottima, come il pennino, ottimamente bilanciata quando con il cappuccio (non è fatta per essere usata senza, almeno di non essere lillipuziani).
Unici due difetti?
Troppi giri di tappo per aprirla/chiuderla, ma (io non ho pazienza e) penso dipenda dalla necessità di creare una camera stagna senza guarnizioni (quantomeno non dovrebbe seccare).
L’anellino dorato sul fusto tende ad allentarsi, probabilmente per la frizione con il tappo.
Credo una goccia di Attack, come si fa sulla testa delle viti sui bracciali degli orologi, risolverà presto permanentemente la situazione.
Era un progetto di Kickstarter, disponibile in diversi colori, ora credo la vendano regolarmente, ma non ne ho idea
Detto ciò ne sono molto soddisfatto, anche perché è ottima col grande di famiglia, ma ancora di più con il piccoletto (che poi è il motivo per il quale l’ho presa e per il quale ho scelto un pennino F: mi serve per note piccole e taglienti su un taccuino piccolo)
Una stilografica da tasca dalle dimensioni piuttosto contenute a riposo (96,5mm) che diventa una penna di dimensioni abbondanti (140mm) col cappuccio.
È fatta in titanio grado 5 e ha un pennino Schmidt all’iridio, nel mio caso misura F (a causa dell’uso al quale è preposta)
La clip è dotata di paletta scorrevole in ceramica e il tappo crea una camera sigillata che non dovrebbe far seccare l’inchiostro (oltre a tenerla al sicuro, in caso la mettiate in lavatrice, chi sa mai…)
Come scrivevo sopra, una volta avvitato il tappo si arriva a 14cm, che è una dimensione sopra la media.
Le belle lavorature su detto tappo, che lo rendono ben sfaccettato, sono utili anche a che la penna non rotoli (inavvertitamente, per distrazione o moto impetuoso dell’animo) dalla scrivania (o da dove vi garbi o faccia piacere poggiarla)
EyeQ, che professa provenienza del design da Chicago, ma che mi porta alle orecchie le onde del mare di Shenzen, sottolinea come sia prodotta senza colla e senza plastica, ovviamente a parte l’alimentatore del pennino, che però fa Schmidt
Che dire…
Misura ottima, come il pennino, ottimamente bilanciata quando con il cappuccio (non è fatta per essere usata senza, almeno di non essere lillipuziani).
Unici due difetti?
Troppi giri di tappo per aprirla/chiuderla, ma (io non ho pazienza e) penso dipenda dalla necessità di creare una camera stagna senza guarnizioni (quantomeno non dovrebbe seccare).
L’anellino dorato sul fusto tende ad allentarsi, probabilmente per la frizione con il tappo.
Credo una goccia di Attack, come si fa sulla testa delle viti sui bracciali degli orologi, risolverà presto permanentemente la situazione.
Era un progetto di Kickstarter, disponibile in diversi colori, ora credo la vendano regolarmente, ma non ne ho idea
Detto ciò ne sono molto soddisfatto, anche perché è ottima col grande di famiglia, ma ancora di più con il piccoletto (che poi è il motivo per il quale l’ho presa e per il quale ho scelto un pennino F: mi serve per note piccole e taglienti su un taccuino piccolo)
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Re: La penna è più potente della spada! Topic su oggetti da scrittura e non solo
sembra bella chionza, che rapporto hai con le penne grosse? a me non dispiacciono, ma entro un certo limite.
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Re: La penna è più potente della spada! Topic su oggetti da scrittura e non solo
Uhm, in realtà non di percepisce il diametro maggiore a fondo del cappuccio, perché le dita appoggiano sulla parte più stretta del fusto e/o sull’alimentatore.mrcorso ha scritto: 1 ott 2026, 15:36 sembra bella chionza, che rapporto hai con le penne grosse? a me non dispiacciono, ma entro un certo limite.
Per la sua misura aperta, calza più media di certe ad ogiva o a sigaro che, sì, mi piacciono parecchio e uso con più agio che le penne strette.
Con quella che ho mostrato un paio di post sopra, fatta da Traveler’s Company, per esempio, avrei crampi alla mano in sessioni lunghe, quindi è diventata una penna di backup.
Me ne dispiaccio, perché son tagliato fuori da quasi tutte le Parker (trovo la serie IM deliziosa e dal prezzo adeguatissimo, me ne son capitate due, ma, oh, mi vanno strette…).
Per scrivere non uso penne corte per ovvie ragioni e, più che lo spessore, mi rendo conto mi metta a mio agio (o meno) il bilanciamento; è quello che mi fa decidere se infilare il cappuccio o lasciarlo sul tavolo, ecco, in quel caso l’esperienza cambia parecchio
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