L'ILVA non è la prima vittima di Arcelormittal...

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wilcoyote
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L'ILVA non è la prima vittima di Arcelormittal...

Messaggio da wilcoyote »

https://fr.wikipedia.org/wiki/Usine_sid ... e_Florange

Lì però sono stati "solo" un migliaio a perdere il lavoro... Ma di acciacierie acquistate e chiuse dal colosso franco-indiano che ne sono parecchie, in ogni parte del mondo.
Quando Calenda scelse costoro al posto degli altri acquirenti, non aveva presente la storia recente del gruppo?

Adesso si invoca la nazionalizzazione, ma sono assai scettico. Fra l'altro l'Europa non lo permetterebbe mai.
E dire che l'embrione di Unione Europea fu proprio la Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio!

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Cane
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Re: L'ILVA non è la prima vittima di Arcelormittal...

Messaggio da Cane »

Una multinazionale non e' certo una ong...Questo sia chiaro...

Ma un colosso mondiale non mi sorprende che abbia chiuso qualche volta una fabbrica...

Detto questo a taranto gli abbiamo rotto troppo le palle soprattutto cambiando le carte in tavola gia' frutto di un accordo...

Per evitare di dover ricorrere all'immunità penale bisogna obbligare chi prende in mano l'azienda e fare le bonifiche e gli adeguamenti
prima di produrre acciaio. Ma questo vuol dire, necessariamente, spegnere l'altoforno.

Spegnere l'altoforno vuol dire cessare l'attività e non riprenderla più. Ovviamente se l'attività cessa, nessuno mai farà le bonifiche.

L'unico modo per far proseguire l'attività è obbligare il privato a fare le bonifiche, concedendoli un'immunità limitata all'applicazione del piano concordato.

Anche perche': Qual'e' l'alternativa?
Probabilmente chiuderla o nazionalizzarla, che vuol dire farla marciare in perdita coi soldi dei cittatini, anche coi nostri...
Intanto hanno tirato fuori la CDP, un baluardo alla stabilita' finanziaria italiana, ma ormai gia' dal precedente governo sotto attacco...
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wilcoyote
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Re: L'ILVA non è la prima vittima di Arcelormittal...

Messaggio da wilcoyote »

Io invece penso che siano acquisizioni ostili, esattamente come è stata, per esempio, l'acquisizione della Italtel da parte della Siemens. Perché insieme all'azienda si rileva il parco clienti dell'azienda. Nel caso dell'Italtel, era praticamente l'intera telefonia fissa italiana, nel caso dell'ILVA, la quasi totalità dell'industria manifatturiera, meccanica ma non solo. Un bel colpaccio. Intanto col tira e molla hanno tenuto furi un concorrente per più di un anno.

Ciò premesso, dopo la delinquenziale gestione Riva, quello stabilimento sarebbe da chiudere e basta, troppe e troppo costose sarebbero le operazioni di bonifica e di adeguamento tecnologico.

Nel migliore dei casi, e con una gestione accorta e senza pastoie politiche, burocratiche e legali, lo stabilimento consentirebbe una rendita minima (ma più probabilmente negativa) per tutta la durata delle operazioni di bonifica e di adeguamento tecnologico.
Questo in condizioni ideali.
Come hai detto tu, una multinazionale fa beneficienza solo ai propri azionisti (spesso manco a loro), quindi...
L'errore è stato fatto prima ed è irreparabile: rendere indispensabile al sistema produttivo italiano un singolo, enorme stabilimento, senza prevedere "backup". Una follia!

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Cane
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Re: L'ILVA non è la prima vittima di Arcelormittal...

Messaggio da Cane »

wilcoyote ha scritto:
6 nov 2019, 19:33
Ciò premesso, dopo la delinquenziale gestione Riva, quello stabilimento sarebbe da chiudere e basta, troppe e troppo costose sarebbero le operazioni di bonifica e di adeguamento tecnologico.
Chiudere chi inquina sarebbe il massimo...
Purtroppo ci lavorano 10.000 persone e quell'accieria porduce l'1,4% del pil italiano...
Lo scudo giudidiziario serve ad alcuni politici demagogici a farsi belli ma non diminuisce il rischio per i lavoratori...
Se la nazionalizzano oltre a buttarci i soldi mia e tua continuera' a inquinare nello stesso modo, e solo nel tempo e in modo graduale,
potra' diminuire il suo inquinamento...
Detto questo le acciaierie tedesche inquinano piu' di taranto e di quelle italiane ma nessuno pensa di chiuderle...
Le centrali tedesche vanno soprattutto a carbone (il triplo ch ein italia) ma nessuno pensa di chiuderle...
Taranto e' un problema italiano perche' non siamo in grado di gestire nulla!
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Re: L'ILVA non è la prima vittima di Arcelormittal...

Messaggio da wilcoyote »

Cane ha scritto:
6 nov 2019, 20:21
wilcoyote ha scritto:
6 nov 2019, 19:33
Ciò premesso, dopo la delinquenziale gestione Riva, quello stabilimento sarebbe da chiudere e basta, troppe e troppo costose sarebbero le operazioni di bonifica e di adeguamento tecnologico.
Chiudere chi inquina sarebbe il massimo...
Purtroppo ci lavorano 10.000 persone e quell'accieria porduce l'1,4% del pil italiano...
Lo scudo giudidiziario serve ad alcuni politici demagogici a farsi belli ma non diminuisce il rischio per i lavoratori...
Se la nazionalizzano oltre a buttarci i soldi mia e tua continuera' a inquinare nello stesso modo, e solo nel tempo e in modo graduale,
potra' diminuire il suo inquinamento...
Detto questo le acciaierie tedesche inquinano piu' di taranto e di quelle italiane ma nessuno pensa di chiuderle...
Le centrali tedesche vanno soprattutto a carbone (il triplo ch ein italia) ma nessuno pensa di chiuderle...
Taranto e' un problema italiano perche' non siamo in grado di gestire nulla!
No, le acciaierie tedesche non inquinano, hanno filtri efficienti, e guai a sgarrare.
Mi pare che alcune siano persino dei Riva, e stanno vicino a centri abitati in cui nessuno si ammala.
Idem per le centrali termoelettriche a carbone, peraltro in fase di dismissione a favore delle rinnovabili.

Quanto a Taranto, la causa maggiore di inquinamento è semplicemente assurda: il gigantesco "parco minerario" a cielo aperto, da dove si spargono polveri venefiche per tutta la città ad ogni alito di vento.

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Re: L'ILVA non è la prima vittima di Arcelormittal...

Messaggio da Cane »

wilcoyote ha scritto:
6 nov 2019, 22:29
No, le acciaierie tedesche non inquinano...
Idem per le centrali termoelettriche a carbone, peraltro in fase di dismissione a favore delle rinnovabili.
Ma dai...i tedeeschi sono alla grande i piu' granti produttori di CO2 in europa....
Producono il 40% della loro energia col carbone....sono quasi peggio dei cinesi... :evil:
Hanno promesso di chiuderle entro il 2038....campa cavalllo...sai nel frattempo quante promesse si crimangeranno...
La CO2 non e' vero inquinamento ma le accierie inquinano praticamnete tutte, anche le tedesche, altrimenti non potrebbero essere competitive...

Le maggiori industrie (centrali e no) che emettono piu' CO2 in europa...I tedeschi fanno cagare...(dal 2° all'8° otto centrali tedesche a carbone)

Immagine



Anche sull'inquinamento vero (non CO2) non siamo messi malissimo, e comunque come i tedeschi, austriaci, belgi...

Anni di vita in buona salute persi a causa dell’inquinamento dell’aria ambiente per centinaia di abitanti


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Ma basta col mito dei tedeschi perfetti in tutto... :lol:

.
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Re: L'ILVA non è la prima vittima di Arcelormittal...

Messaggio da wilcoyote »

Cane ha scritto:
7 nov 2019, 9:17
wilcoyote ha scritto:
6 nov 2019, 22:29
No, le acciaierie tedesche non inquinano...
Idem per le centrali termoelettriche a carbone, peraltro in fase di dismissione a favore delle rinnovabili.
Ma dai...i tedeeschi sono alla grande i piu' granti produttori di CO2 in europa....
Producono il 40% della loro energia col carbone....sono quasi peggio dei cinesi... :evil:
Hanno promesso di chiuderle entro il 2038....campa cavalllo...sai nel frattempo quante promesse si crimangeranno...
La CO2 non e' vero inquinamento ma le accierie inquinano praticamnete tutte, anche le tedesche, altrimenti non potrebbero essere competitive...

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Anche sull'inquinamento vero (non CO2) non siamo messi malissimo, e comunque come i tedeschi, austriaci, belgi...

Anni di vita in buona salute persi a causa dell’inquinamento dell’aria ambiente per centinaia di abitanti


https://op.europa.eu/webpub/eca/special ... _fig01.svg

Ma basta col mito dei tedeschi perfetti in tutto... :lol:

.
Non sono perfetti, anzi, ma tieni presente che ora per Germania si intendono le ex BRD e DDR, e la DDR, come tutti i territori ex sovietici, era messa malissimo. Inoltre producono di gran lunga più di noi, è ovvio che complessivamente inquinino di più. Ma se inquinassero come l'ILVA, l'intera Germania sarebbe quasi inabitabile (come, di fatto, è inabitabile Taranto).

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Re: L'ILVA non è la prima vittima di Arcelormittal...

Messaggio da Cane »

Sulla DDR e' vero...pero' sono passati 30 anni...

Taranto e' la sintesi dell'approccio italiano ai problemi rimandati sempre nel tempo...

E' stato sempre un problema, ma con le ultime demagogie (non solo grilline) la situazione e' diventata catastrofica...

La peggiore sarebbe non riscire a venderla e dover nazionalizzarla...(un'alitalia al cubo)


La germania in 30 anni ha ridotto solo del 20% le emissisoni ma nel frattempo il GDP (prodotto lordo) e' aumentato del 50%...
E negli ultimi anni la riduzione sembra essersi fermata...L'utilizzo del carbone rimane fortissimo...
Non vorrei le promesse rimangano promesse.. :roll:

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Re: L'ILVA non è la prima vittima di Arcelormittal...

Messaggio da wilcoyote »

Secondo costui (un oscuro prof. di meccanica e macchine all'Univaq) la nazionalizzazione sarebbe il male minore.

Leggere i nostri politici in merito alla questione Ilva è diventato un supplizio. Conte in buona sostanza parla di riconversione e bonifica e di grande piano per Taranto. Viva il grande piano per Taranto, sono solidale. Ma qualcuno ha capito che significa perdere l'ultimo grande polo siderurgico italiano? Significa costringere tutta la filiera meccanica (che produce il 52% del nostro export) ad approvvigionarsi di acciaio dall'estero. Significa in buona sostanza che il prezzo dei nostri prodotti sarà influenzato dai paesi che producono acciaio che - per inciso - sono anche i nostri concorrenti principali in materia di produzione meccanica. Fate un po' voi.
E non voglio neanche aggiungere il fatto che già ci siamo fumati l'industria automobilistica.

Forse qualcuno non capisce che stiamo rischiando di diventare un paese strutturalmente in deficit in materia di scambi con l'estero esattamente come l'Argentina ( è questo il suo problema fondamentale, mica il debito pubblico).
Questo significherebbe dosì massiccie di austerità per riequilibrare gli scambi con l'estero ottenuti attraverso diminuzioni strutturali dei consumi. Detto in termini "tennici" si chiama povertà, povertà strutturale, miseria, miseria nera.
O forse c'è qualche rimbambito che crede che un sistema-paese come l'Italia lo sosteniamo esportando mozzarelle e derrate alimentari pomposamente definite "d'eccellenza"?

E non puoi volgere lo sguardo manco all'opposizione. Quel somaro di Salvini che capisce di economia quanto io capisco di chimica dice "ma dove li prendiamo 5 milardi per l'Ilva?" la risposta è semplice: "li prendiamo esattamente dalla stessa fonte da dove abbiamo preso decine di miliardi per salvare le nostre banche". Il punto è che la macchina della propaganda di presunti esperti al soldo di Confindustria stanno facendo un baccano allucinante contro la possibile nazionalizzazione. Preferiscono disintegrare il paese, impoverirlo, piuttosto che veder riemergere lo stato imprenditore che farebbe vedere quanto sono stati fallimentari questi trenta anni di liberismo e di privatizzazioni. Trenta anni di fallimenti del privato. Purtroppo una classe politica digiuna di qualsiasi nozione di economia e quindi non in grado di valutare la gravità di una situazione dove il sistema paese abbia strutturalmente un deficit con l'estero per sopravvenuto collasso del suo sistema produttivo si beve tutto. Ci cascano Salvini, ci cascano i piddonzi (che hanno enormi responsabilità in questi trenta anni), Conte capisce un razzo del tema. La pattuglia di economisti presenti in parlamento tace, quelli piddini provengono dalle madrasse liberaloiodi e quindi c'è poco da fare e poco da aspettarsi. Ma Bagnai? Ma Borghi? Credo zittiti. Non se ne esce, e qui ci stiamo giocando l'osso del collo.


Tutti i torti non ce li ha. A parte poche notevoli eccezioni, gli industriali italiani hano dimostrato di essere una massa di cialtroni.

Intanto la Arcelormittal sta cercando di spegnere l'altforno n.2, a riprova della loro malafede.
Se non gli permetteranno di abbattere drasticamente la produzione, faranno in modo che nemmeno i futuri proprietari, pubblici o privati che siano, possano tornare a produrre abbastanza.

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Re: L'ILVA non è la prima vittima di Arcelormittal...

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Io non sono d'accordo sulla nazionalizzazione come dice lui...

Anche perche' non voglio pagare l'ilva in eterno io...

Le nazionalizzazioni in italia sono dei carrozzoni che saranno sempre in rimessa...

Fossimo in francia la cosa sarebbe diversa..
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