Curiosità Vostok Komandirskie

Orologeria di ogni tipo ed epoca da tutti i paesi dell'est europeo

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Re: Curiosità Vostok Komandirskie

Messaggio da finestraweb »

Faccio notare che l'esemplare fotografato sopra il certificato ha la sfera "a bastone", senza pallino, come lo scrivente (e forse anche altri, non ricordo) avevano detto, subito, che "doveva" essere....
in base all'esperienza ed ai cataloghi che abbiamo.
È un "dramma"? No. Però se ci si pone la domanda, ci si dà la risposta.
cuoccimix ha scritto: 22 gen 2026, 21:04 [.....]
Ah, il buon vecchio Netgrafik di Phil. Quando ero moderatore su WUS il suo sito era la Bibbia dei russi, anche perchè li trovava quasi sempre in condizioni eccelse. Mi ha anche aiutato più volte quando ero un semi-pivello. Ecco, se lo ha lui puoi andare sul sicuro, ed ora che abbiamo accumulato più prove (che la memoria del sottoscritto non è assoluta), con i cataloghi e libri possiamo farne osceno uso.

O meglio, non quell'uso: dobbiamo usarli sempre con buon senso e incrociare più fonti.

Perchè, se la data di quel documento è vera, occorre constatare che già nel 1992 c'era roba fuori catalogo. :D
Era una battuta la tua, perché se prendi per buona la data, devi prendere per buona anche la sfera.
Può essere qualcosa presente in un catalogo che non abbiamo. Nel 1992 non credo fossero alla canna del gas: lo disse Buyalov in un intervista (mi pare).
Non "conosco" Phil, ma conosco il detto "Sicür l'è mort" 😃


P.s. confermo quanto mi ricordavo: https://www.cccp-forum.it/mb/viewtopic.php?t=2302
Nel 1992 la Boctok andava ancora bene.
"Non ho idea di quali armi serviranno per combattere la terza Guerra Mondiale, ma la quarta sarà combattuta coi bastoni e con le pietre" - Albert Einstein
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Re: Curiosità Vostok Komandirskie

Messaggio da cuoccimix »

finestraweb ha scritto: 23 gen 2026, 8:07 Nel 1992 non credo fossero alla canna del gas: lo disse Buyalov in un intervista (mi pare).
Non "conosco" Phil, ma conosco il detto "Sicür l'è mort" 😃
P.s. confermo quanto mi ricordavo: https://www.cccp-forum.it/mb/viewtopic.php?t=2302
Nel 1992 la Boctok andava ancora bene.
Appunto: nel 1992. Che è infatti l'anno in cui i mercatini dei polacchi esplodevano di Vostok a 20.000 lire. Per la serie: Vladimir (ma direi più Piotr o Lech) non poteva perder tempo e gli servivano gli orologi da vendere. Quindi si produceva a raffica e se necessario si lasciava perdere il santo catalogo. Che è poi quello che è successo dopo il 1993, e se non erro io ho parlato di 1995-96, che è già un altro periodo. Un anno non è come un altro. Nel 1988 nessuno o quasi avrebbe immaginato che di lì a 3 anni l'URSS sarebbe sparita. Nel 2005 l'Italia non era ancora in palese recessione, nel 2008 ci stava con tutte e due le gambe e non ne siamo ancora usciti, checchè se ne dica.
Per la cronaca, Phil è stato online 3 giorni fa, mi spiace contraddirti sulla permanenza in vita.
Ma anche volendo assumere il vero significato della frase, mi fiderei più di lui che di altri.
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Re: Curiosità Vostok Komandirskie

Messaggio da fiurdesoca »

Per Giblos:
non mi è chiaro perché per te è cosi importante sapere se è originale o no.
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Re: Curiosità Vostok Komandirskie

Messaggio da fiurdesoca »

Ricordo il periodo dei polacchi che venivano a vendere gli orologi in italia, li cominciato il mio interesse per i vostok e li il primo nucleo della mia “collezione”.
Cosa succedeva in quel periodo in russia? Non ne ho idea. Ma ora capisco perché https://www.cccp-forum.it/mb/viewtopic.php?t=3216.
Personalmente sono stato così preso da questa discussione che mi sono tolto un komandirskie autentico che avevo al polso e l’ho sostituito con il “più franken che più franken non si può” che fa parte della mia “collezione”.
Non mi ritengo un esperto a livello di alcuni presenti in questo forum ma vedendo ciò che viene proposto in rete e molti prezzi indicati ho l’impressione che ci sia una grande ignoranza nel settore, richieste assurde e una follia totale. Per questo ultimamente compro molto poco e solo ai prezzi che mi paiono equi.
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Re: Curiosità Vostok Komandirskie

Messaggio da Giblos »

fiurdesoca ha scritto: 23 gen 2026, 21:14 Per Giblos:
non mi è chiaro perché per te è cosi importante sapere se è originale o no.
Che altro avrei potuto chiedere?
Non ho competenze tali per poter discutere di tecnicismi o di storia dell’orologeria come fate voi.
Ho semplicemente approfittato della vostra esperienza per capire come mai mi ritrovo un orologio senza loghi e, soprattutto, mi ha appassionato leggere opinioni anche molto contrastanti sulla sua origine.
Così ho cercato anch’io di reperire qualche informazione in più e, di fatto, siete stati voi a insegnarmi come muovermi e come interpretarle.
Tutto qui.
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Re: Curiosità Vostok Komandirskie

Messaggio da cuoccimix »

fiurdesoca ha scritto: 23 gen 2026, 21:15 Ricordo il periodo dei polacchi che venivano a vendere gli orologi in italia, li cominciato il mio interesse per i vostok e li il primo nucleo della mia “collezione”.
Come per il sottoscritto peraltro. Bei tempi, uscivo da scuola, andavo di corsa in bici dai polacchi che a quell'ora di solito toglievano i banchetti e, con le scarpe sporche di fango (l'area era un enorme spiazzo in terra battuta oggi edificato) mi portavo a casa qualche Komandirskie nuovo di pacca a due carte da diecimila lire. :)
vedendo ciò che viene proposto in rete e molti prezzi indicati ho l’impressione che ci sia una grande ignoranza nel settore, richieste assurde e una follia totale. Per questo ultimamente compro molto poco e solo ai prezzi che mi paiono equi.
Esatto, stavo per autoquotarmi con il link di quella discussione ma poi l'hai fatto tu. Follia totale è la definizione giusta.
"The magic has gone", la magia è passata, quindi anch'io, come russi, compro pochissimo e solo a prezzi sensati.
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Re: Curiosità Vostok Komandirskie

Messaggio da finestraweb »

cuoccimix ha scritto: 23 gen 2026, 17:53
finestraweb ha scritto: 23 gen 2026, 8:07 Nel 1992 non credo fossero alla canna del gas: lo disse Buyalov in un intervista (mi pare).
Non "conosco" Phil, ma conosco il detto "Sicür l'è mort" 😃
P.s. confermo quanto mi ricordavo: https://www.cccp-forum.it/mb/viewtopic.php?t=2302
Nel 1992 la Boctok andava ancora bene.
Appunto: nel 1992. Che è infatti l'anno in cui i mercatini dei polacchi esplodevano di Vostok a 20.000 lire. Per la serie: Vladimir (ma direi più Piotr o Lech) non poteva perder tempo e gli servivano gli orologi da vendere. Quindi si produceva a raffica e se necessario si lasciava perdere il santo catalogo. Che è poi quello che è successo dopo il 1993, e se non erro io ho parlato di 1995-96, che è già un altro periodo. Un anno non è come un altro. Nel 1988 nessuno o quasi avrebbe immaginato che di lì a 3 anni l'URSS sarebbe sparita. Nel 2005 l'Italia non era ancora in palese recessione, nel 2008 ci stava con tutte e due le gambe e non ne siamo ancora usciti, checchè se ne dica.
Per la cronaca, Phil è stato online 3 giorni fa, mi spiace contraddirti sulla permanenza in vita.
Ma anche volendo assumere il vero significato della frase, mi fiderei più di lui che di altri.
Sì però.... nel 1996 sono alla canna del gas, i macchinari sono rotti ed assemblano con quello che hanno, in deroga alla produzione "standard" da catalogo.
Nel 1992 erano in piena salute, devono produrre a raffica ed assemblano anche lì modelli in deroga a catalogo, mettendo sfere per il modello X nel modello Y.
Diciamo che per confermare le proprie idee, ciascuno, pure io per carità, vede "appigli".

Che poi anche tu, nel commentare l'esemplare dell'opener, parli di "incoerenza" tra le parti: se parli di incoerenza, accetti e concordi che esiste una coerenza.
Ora, ciascuno si costruisce la coerenza come vuole, per me quella la si forma dai cataloghi della casa, non dalla collezione o dal libro di tizio né di Caio
Un argine al franken ci deve essere o altrimenti si smetta di chiedere se il tal esemplare è coerente (originale).
Sì torna ai tempi di Levenberg.

Aggiungo due cose.
Altri prima di me hanno detto che a fine anni '80 i magazzini di orologi russi erano strapieni.
Con il solito toni dissacrante che colpisce gli appassionati di lunga data "delusi", quella persona fece un discorso del tipo "i russi non potevano credere che a qualcuno interessassero quegli orologi che nessuno si filava in patria e che giacevano a fare la muffa nei magazzini".
A parte l'osservazione, che i magazzini fossero pieni è assolutamente credibile visto il tipo di economia sovietica.
Non so quei magazzini per quanto hanno sfamato l'appetito europeo ed oltre per gli orologi russi, ma questo per dire che non è detto che le aziende si trovarono davvero a produrre come ricci.

Ai mercatini dei polacchi non sono mai andato, quindi non so se vendevano nuovo o usato, ma immagino che avevano a disposizione il proprio mercato interno ed avevano vicino quello ex-sovietico: due piazze che traboccavano di orologi russi che nessuno voleva.
Non credo che i polacchi dei mercatini, tanti ma ciascuno piccolo, si interfacciassero con la casa madre per commissionare esemplari.
Quello lo facevano altri, che commissionavano un tot di modelli, anche a propria discrezione.

Certamente è vero, c'è letteratura al riguardo, che la Russia negli anni '90 era diventato un grande mercato a cielo aperto e può ben essere che si fecero mercanti pure i lavoratori Vostok.
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Re: Curiosità Vostok Komandirskie

Messaggio da cuoccimix »

finestraweb ha scritto: 25 gen 2026, 11:03 Sì però.... nel 1996 sono alla canna del gas, i macchinari sono rotti ed assemblano con quello che hanno, in deroga alla produzione "standard" da catalogo.
Nel 1992 erano in piena salute, devono produrre a raffica ed assemblano anche lì modelli in deroga a catalogo, mettendo sfere per il modello X nel modello Y.
Diciamo che per confermare le proprie idee, ciascuno, pure io per carità, vede "appigli".
E che appigli vedresti? I due periodi sono diversi ma strettamente collegati. Forse a molti continua a sfuggire quel che significò davvero la caduta dell'URSS nella vita quotidiana. Un anno eri ancora in uno Stato che finanziava attrezzature, stipendi, tutto...l'anno dopo tutti venivano "buttati in strada" (chi in modo figurato, chi in modo reale) e dovevano cavarsela da soli, come non lo sapevano nemmeno loro. Nel caso delle fabbriche si badava a produrre e a vendere a tutti i costi, e a chi capitava. I soldi racimolati venivano arraffati dai nuovi riccastri e raramente reinvestiti perchè le strutture produttive erano elefantiache e sarebbe costato un occhio rimodernarle completamente. Quindi? Si sfruttava finchè si poteva e poi una bella bancarotta, easy. Ed è quello che è capitato nella seconda parte dei '90. La vita è così: un giorno ti sembra vada tutto bene, quello seguente ti capita un accidente che ti stende. E figuriamoci se non doveva capitare a loro in quella situazione. Poi se si vuole a tutti i costi pensarla diversamente, ripeto: io non sono nessuno per impedirlo.
Che poi anche tu, nel commentare l'esemplare dell'opener, parli di "incoerenza" tra le parti: se parli di incoerenza, accetti e concordi che esiste una coerenza.Ora, ciascuno si costruisce la coerenza come vuole, per me quella la si forma dai cataloghi della casa, non dalla collezione o dal libro di tizio né di Caio
Un argine al franken ci deve essere o altrimenti si smetta di chiedere se il tal esemplare è coerente (originale).

No. Esiste una plausibile coerenza, il che è diverso. Che si costruisce dai cataloghi, dai libri, e dall'esplorazione quotidiana. Quest'ultima (che manca a molti esegeti del catalogo e della referenza) entra in gioco quando la carta stampata non profuma di certezza, o, per dirla meglio, quando rimane muta e non riporta nulla.

Se io trovo un Komandirskie u-boot nero e blu in cassa 34 senza data, con due sfere Komandirskie e una Amphibia, ed è la prima volta che lo vedo, di primo acchito mi dico che è plausibilmente incoerente, anche se il lume omogeneo, lo stato e la mancanza totale di segni di uso mi lasciano qualche dubbio.

Se oltre al primo ne trovo un altro, e poi un altro ancora, anche se a distanza di secoli, non diventa più un caso, semplicemente perchè non si vede il motivo per cui un frankenizzatore debba usare proprio quella composizione cosi' specifica di quadrante e lancette. Quindi diventa plausibilmente coerente, quindi fino a prova contraria, per dirla diversamente.

Aggiungo due cose.
Altri prima di me hanno detto che a fine anni '80 i magazzini di orologi russi erano strapieni.
Con il solito toni dissacrante che colpisce gli appassionati di lunga data "delusi", quella persona fece un discorso del tipo "i russi non potevano credere che a qualcuno interessassero quegli orologi che nessuno si filava in patria e che giacevano a fare la muffa nei magazzini".
A parte l'osservazione, che i magazzini fossero pieni è assolutamente credibile visto il tipo di economia sovietica.
Non so quei magazzini per quanto hanno sfamato l'appetito europeo ed oltre per gli orologi russi, ma questo per dire che non è detto che le aziende si trovarono davvero a produrre come ricci.
Quando ti si apre improvvisamente un mercato di centinaia di milioni di clienti, e molti di loro vogliono i tuoi articoli, i magazzini pieni (che erano la norma nel sistema di quote allocate della pianificazione sovietica) li svuoti in breve tempo. E infatti il sarcastico aveva ragione: la moda aveva fatto centro. Svuotati i magazzini, continui a produrre allegramente senza investire, come se il domani non esistesse.

Poi però le mode passano. E quella dell'orologio russo è durata in tutto un 4 anni, dal 1988 al 1992. Già dall'anno seguente inizia il calo (e me lo ricordo bene perchè a fine 1993 trovavo la metà dei banchetti dell'anno prima). Forse sono stato poco preciso: a fine anni '80 l'imperativo era "produrre il più possibile", circa 10 anni dopo diventava "produrre il possibile". E a fine anni '90 l'unico mercato "vero" rimasto per gli orologi russi era quello per i turisti, più un modesto mercato domestico di sostituzione. Ad ovest erano passati di moda, ad est volevano roba giapponese. Soldi intascati da qualche oligarca, nessuna risorsa, casse vuote. Quindi che si fa? Si dà fondo a tutto l'immaginabile. Anche a componenti difettate, dimenticate, abbandonate da secoli in qualche angolo buio. Prima del destino che praticamente tutte le grosse fabbriche ex sovietiche hanno incontrato provvisoriamente o definitivamente: la bancarotta.

Poi, ripeto, ci può credere senz' altro alla religione del catalogo che caratterizza , a turno, i bastian contrari per partito preso, oppure i fluidi parvenu dell'argomento. La religione rassicura, tranquillizza e soprattutto dà un'aura di santità. Perchè fare l'ateo dubbioso paga decisamente, decisamente poco. E lo posso ben dire. :D
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Re: Curiosità Vostok Komandirskie

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per cuoccimix: non sai come mi sento ateo pure io e tutto questo santo evangelo dei cataloghi mi muove un sorriso; specie vedendo cosa viene messo in vendita ora e a che prezzi...
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Re: Curiosità Vostok Komandirskie

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fiurdesoca ha scritto: 27 gen 2026, 22:58 per cuoccimix: non sai come mi sento ateo pure io e tutto questo santo evangelo dei cataloghi mi muove un sorriso; specie vedendo cosa viene messo in vendita ora e a che prezzi...
Ti ringrazio, perchè a volte mi sembra di esser solo in questa constatazione. Per fortuna e mezzo gaudio non lo sono.
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