GGDD-Seagull D581: carri armati, stellette e la tattica dei "due forni"

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GGDD-Seagull D581: carri armati, stellette e la tattica dei "due forni"

Messaggio da cuoccimix »

Nel lontanissimo 2013, in alcuni forum di orologeria, iniziarono ad apparire le foto di un bell'orologio Seagull dal look brutalmente militare, ovvero la referenza D813.581. Si trattava di un oversize con una massiccia cassa da 44 mm, e con un movimento ST25 automatico:



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Ben 13 anni dopo quel primo orologio, oltre a nuove (e bellissime) versioni della gamma "military" che non mi dilungherò a descrivere (sono sul sito ufficiale Seagull), campeggiava sui vari siti di vendita anche una versione "spuria", prodotta e commercializzata da GGDD (o Gigidi, come Gigi della cremeria....), che è un grosso distributore ufficiale Seagull. La cosa curiosa è che la famosa "International Edition" del Seagull 1963 (ovvero la versione più economica) non è altro che la versione prodotta da GGDD...venduta a meno! :mrgreen: La stessa "tattica dei due forni" è stata adottata con questo D581. Seagull produce il proprio modello, ma consente silentemente a un suo distributore ufficiale di farne un altro simile e per di più con manuale e garanzia a marchio Seagull. Il concetto è sempre lo stesso: faccio il mio modello di elite (e infatti Seagull, purtroppo, sta diventando anch'esso un marchio dai prezzi alti), ma tengo aperta la porta del low cost con altri sottomarchi. Questo giochino va avanti da anni serenamente...se Seagull fosse stata contraria, non solo avrebbe tagliato a GGDD la distribuzione dei propri orologi e l'uso del proprio marchio, ma anche la fornitura dei propri movimenti :mrgreen:

Ma andiamo con ordine. Ecco la scatola esterna, anonima, ma che all'interno contiene sorprendentemente documenti Seagull...ed anche la scatola stessa, invero, è proprio la medesima di molti Seagull, scritte a parte:

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L'orologio è del tutto simile alla prima versione del 2013. La cassa è esattamente la medesima, il fondello con carro armato inciso al laser pure. Le prime differenze che saltano all'occhio sono l'assenza del nome Seagull, sostituito da stelletta rossa smaltata e numero rubini, in stile 1963 crono, ma soprattutto la data più interna e la presenza del numero 3 (che sull'originale manca, coperto appunto dal datario) . Il motivo è presto detto: questa versione non ha un ST25 (più grande, di qui la posizione diversa del datario), bensì un ben più spartano ST16. Quindi meno piacevoli la posizione e la taglia ridotta del datario, ma ottimo il fatto che ricompaia un 3 bello grasso e tutto intero. Palla al centro.

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Il Seagull ST16, nella gamma movimenti del marchio cinese, è abbastanza atipico. E' al di sopra dell' ST6 (che rappresenta il movimento "base-base"), più o meno a livello del più diffuso ST17 che su di esso è basato, ed è sotto il ben più raffinato ST25. Si tratta di un ibrido: la base è quella del Miyota 8215, ma il modulo automatico è di tipo "magic lever" Seiko. Da notare il rotore marcato Seagull, unica parte logata dell'orologio. Finitura base gradevole, buona precisione (sui 7 secondi al giorno), ma un hacking stop piuttosto vago: difatti, a differenza del Miyota, non blocca direttamente il bilanciere, bensì la terza ruota del treno tempo. Ciò fa sì che a ruote bloccate il bilanciere continui a operare per qualche istante, causando un accumulo di energia che fa scattare la lancetta di qualche secondo in avanti al momento della riattivazione. E' un difetto che il Miyota non ha (l'hacking lì è preciso) e quindi pone il Seagull al di sotto anche della controparte giapponese. Un pò imprecise anche le operazioni di messa in ora e di regolazione data, oltre al saltuario "stuttering" dei secondi indiretti comune anche al Miyota.


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Altri difetti (non gli mancano): vetro minerale e non zaffiro, corona non logata, fondello satinato che tende ad assorbire sudore e a creare aloni intorno al disegno laser (peraltro dai tratti un pò semplici) che vanno puliti, impermeabilità di soli 50 metri, cinturino spesso e ben fatto ma assai rigido e con uno spiacevole "effetto suola" nella parte interna, oltre che scarsamente scorrevole nella fibbia...

Ma l'orologio in sè è davvero bello. Quadrante di un bel verde intenso con indici e numeri a rilievo ben eseguiti, leziosa stelletta sul quadrante e sulla coda dei secondi , lume buono e scenografico anche se non molto durevole, targhetta laterale con scritto "primo orologio militare cinese" (celebrativa di altro modello ovviamente, piuttosto che descrittiva di questo), bastano a fargli perdonare tutte le imperfezioni. Nonostante abbia stilemi altrui (specie Citizen) tipici da orologio sportivo di 15 anni fa, è piacevolissimo e anche proporzionato al polso a dispetto della taglia.


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Infine il prezzo: 100 euro tondi in offerta, spedito. Nei periodi migliori si trovava anche a 80 o poco più, purtroppo i nuovi balzelli dell'ineffabile UE e i rialzi causati dai disastri USA stanno costringendo gli amici cinesi a rivedere al rialzo, dopo molti anni, i listini.
Certamente il motore "depotenziato" rispetto all' ST25, l'assenza di vetro zaffiro ecc, non lo rendono uno degli orologi con rapporto qualità/prezzo migliori. Ciononostante sono ancora una cifra contenuta e soprattutto brutalmente ridotta rispetto ai 350, 400 e oltre del cugino a marchio Seagull. E comunque dovevo prenderlo perchè è bellissimo. E tanto basta. :)
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Re: GGDD-Seagull D581: carri armati, stellette e la tattica dei "due forni"

Messaggio da mrcorso »

bella presa! Davvero interessante.
Lo gaurdavo, ma per me è davvero troppo grosso.

Mi piace la corono anche se non è logata, mi sembra bella da manovrare.
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Re: GGDD-Seagull D581: carri armati, stellette e la tattica dei "due forni"

Messaggio da cuoccimix »

mrcorso ha scritto: 20 mag 2026, 10:56 bella presa! Davvero interessante.
Lo guardavo, ma per me è davvero troppo grosso.

Mi piace la corona anche se non è logata, mi sembra bella da manovrare.
In realtà è grande ma ben profilato, una volta ammorbidito il cinturino (previa "spiegazzatura" con le dita) è comodissimo. La corona si manovra agilmente.

Era uno dei miei "must have", e fra l'altro mi hanno mandato un rimborso parziale di 25 euro per la scatola arrivata graffiata sotto e la lancetta che scatta in avanti di 5 secondi e il saltuario "stuttering" (pensavo fossero difetti ma poi ho scoperto che sono normali).

Per cui alla fine mi è venuto 75 euro. Onesto. :)
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Re: GGDD-Seagull D581: carri armati, stellette e la tattica dei "due forni"

Messaggio da davidgnomo »

Qua c'è un movimento con logo, a differenza, ad esempio di questo https://www.cccp-forum.it/mb/viewtopic.php?t=3458
così si capisce di chi è. :ok:
Sarà perché è semi-ufficiale seagull.
Le lancette con vernice luminescente riempite a metà mi rendono nervoso, sembra sempre che la vernice si sia staccata. Anche quelle divise in due, ma con entrambi i pezzi riempite di vernice e trattino in metallo che rimane in mezzo, non so se mi spiego. Ho un vecchio Vetta così e mi ci va sempre l'occhio.
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Re: GGDD-Seagull D581: carri armati, stellette e la tattica dei "due forni"

Messaggio da cuoccimix »

davidgnomo ha scritto: 20 mag 2026, 14:35 Qua c'è un movimento con logo, a differenza, ad esempio di questo https://www.cccp-forum.it/mb/viewtopic.php?t=3458
così si capisce di chi è. :ok:
Sarà perché è semi-ufficiale seagull.
Le lancette con vernice luminescente riempite a metà mi rendono nervoso, sembra sempre che la vernice si sia staccata. Anche quelle divise in due, ma con entrambi i pezzi riempite di vernice e trattino in metallo che rimane in mezzo, non so se mi spiego. Ho un vecchio Vetta così e mi ci va sempre l'occhio.
Boh, a me le lancette "spezzate" non dispiacciono, non mi è passata nemmeno un attimo per la testa la sensazione di lume assente.
Per il movimento, il fatto che sugli ST36 sterili non ci sia la scritta Seagull non mi cambia molto la vita, sempre da lì vengono. L'unica altra opzione sarebbe l'Hangzhou 9000 che però ha alcuni particolari diversi ed è meno utilizzato.

Su questo ST16 c'è il logo Seagull, nonostante di solito l'ST16 non sia marcato e nonostante il fondello sia chiuso (quindi non credo ci sia l'intenzione di ingannare chicchessia, non è un Rolex, difficilmente l'utente medio lo aprirà). Quel che è sicuro è che, al pari dei 1963 crono, questo non è fake di alcunchè. Anche se c'è da considerare che se lo postassi in un certo posto di geniazzi, lo diventerebbe all'istante... :lol: :lol:
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Re: GGDD-Seagull D581: carri armati, stellette e la tattica dei "due forni"

Messaggio da finestraweb »

Alcune domande.
Nella descrizione parli un po' di distribuzione ed un po' di produzione, due parole che hanno dietro significati molti diversi.
Non so per altri marchi, ma credevo che i GGDD fossero assemblati da Seagull che poi li faceva distribuire con nomi diversi (tattica dei due forni, appunto).
La mia idea nasce dal fatto che è vero che producono i movimenti, ma hanno numeri di produzione elevati (e conseguenti strutture): se vuoi mantenerli, ma al contempo aumenti i prezzi del marchio "A" (Seagull), credo che produci anche per il marchio "B" che costa meno.
Non so se ho reso l'idea di ciò che intendo.

Perché dico anche questo: perché apporre la scritta 21 Zuan anziché Seagull, sono solo scelte diverse. Il tetto sotto cui sono fatti può essere lo stesso (e secondo me lo è).
A parte questo mi ricordo il primo modello, che ora, incuriosito, non ho più ritrovato in vendita dal nuovo.
Come ho già detto in altre occasioni, ultimamente non apprezzo i segni che qualcuno che mi vede può equivocare e non mi piace la targhetta di lato, ma a parte questo, che sono gusti, è un bell'orologio e si vede.
Vetro minerale o vetro zaffiro? L'importante è che sia piatto, perché se si riga, puoi cambiarlo senza modificare l'estetica.
La data a fianco del 3 non mi disturba affatto, ma anzi lo preferisco così se la data al posto dell'indice.
Bell'orologio e prezzo ottimo.
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Re: GGDD-Seagull D581: carri armati, stellette e la tattica dei "due forni"

Messaggio da cuoccimix »

finestraweb ha scritto: 20 mag 2026, 18:53 Alcune domande.
Nella descrizione parli un po' di distribuzione ed un po' di produzione, due parole che hanno dietro significati molti diversi.
Non so per altri marchi, ma credevo che i GGDD fossero assemblati da Seagull che poi li faceva distribuire con nomi diversi (tattica dei due forni, appunto).
La mia idea nasce dal fatto che è vero che producono i movimenti, ma hanno numeri di produzione elevati (e conseguenti strutture): se vuoi mantenerli, ma al contempo aumenti i prezzi del marchio "A" (Seagull), credo che produci anche per il marchio "B" che costa meno.
Non so se ho reso l'idea di ciò che intendo.

Perché dico anche questo: perché apporre la scritta 21 Zuan anziché Seagull, sono solo scelte diverse. Il tetto sotto cui sono fatti può essere lo stesso (e secondo me lo è).
A parte questo mi ricordo il primo modello, che ora, incuriosito, non ho più ritrovato in vendita dal nuovo.
Come ho già detto in altre occasioni, ultimamente non apprezzo i segni che qualcuno che mi vede può equivocare e non mi piace la targhetta di lato, ma a parte questo, che sono gusti, è un bell'orologio e si vede.
Vetro minerale o vetro zaffiro? L'importante è che sia piatto, perché se si riga, puoi cambiarlo senza modificare l'estetica.
La data a fianco del 3 non mi disturba affatto, ma anzi lo preferisco così se la data al posto dell'indice.
Bell'orologio e prezzo ottimo.
Il problema è: cosa intendiamo per produzione? Chi produce cosa? Se non partiamo da questa premessa, ben poco può essere compreso.
Seagull storicamente negli ultimi decenni ha sempre fatto movimenti più che orologi completi, per far fronte all'enorme richiesta di meccaniche da parte delle infinite fabbriche di assemblaggio sparse per la Cina.

Se si va a vedere il catalogo attuale, gli orologi prodotti da Seagull in fondo non sono tanti (180 referenze ma i modelli sono una frazione di quel numero), e sono quasi tutti di prezzo altino per dei PMW, quasi tutti ben al di sopra dei 200 dollari.

Seagull produce 5 milioni di movimenti all'anno. Una quantità talmente mostruosa che è impossibile pensare che finiscano tutti nei propri orologi, anzi, questi ultimi credo che ospitino (a memoria) solo il 5% per cento della produzione totale di movimenti. E' chiaro quindi che tutti gli altri movimenti vanno altrove. Inoltre , per una produzione completa propria tutto sommato abbastanza "limitata" (per quanto può essere "limitata" la produzione di un colosso simile), Seagull probabilmente si rifornisca altrove , in tutto o in parte, di componenti secondarie e meno ingegnerizzate (casse, lancette ecc), parti che poi vengono assemblate in altre fabbriche per modelli altrui o propri. Ma questa è solo una mia supposizione logica.

Certamente, visto il discorso precedente, la tattica dei "due forni" è la conseguenza logica. Questo orologio e tutti quelli di altri marchi a cui Seagull fornisce l' ST19 (improvvidamente definiti "fake") ne sono la dimostrazione.

Quanto alle scritte, esse sono proprio l'ultimo dei problemi, ognuno è libero di equivocare come vuole. Il vetro è piatto e pazienza per l'assenza di antiriflesso, anzi, lo ritengo utile solo su dial neri.
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Messaggio da DaniLao »

A parte gli eventuali difetti e qualche incongruenza che si possono perdonare (se no non saremmo su questo forum), a me, esteticamente piace.

Non male la stella rossa e simpatica la scritta a ore 6.

Al solito interessante e precisa la ricostruzione e le deduzioni su produzione e distribuzione.

Mi sa che avevo valutato il fratello Sea-Gull quando poi presi questo
Quaestio subtilissima, utrum Chimera in vacuo bombinans possit comedere secundus intentiones, et fuit debatuta per decem hebdomadas in concilio Constantiensi
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Re: GGDD-Seagull D581: carri armati, stellette e la tattica dei

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DaniLao ha scritto: 22 mag 2026, 0:10 A parte gli eventuali difetti e qualche incongruenza che si possono perdonare (se no non saremmo su questo forum), a me, esteticamente piace.

Non male la stella rossa e simpatica la scritta a ore 6.

Al solito interessante e precisa la ricostruzione e le deduzioni su produzione e distribuzione.

Mi sa che avevo valutato il fratello Sea-Gull quando poi presi questo
Queste son le cose che mi fanno battere la capoccia contro al muro per non essermi "cinesizzato" anni prima. Non so quanto costasse questo Seagull nel 2021, leggo che poteva arrivare a 150 euro, che poi son solo 50 euro più di questo, a fronte di una sostanza ben superiore , a partire dal sugoso ST21 che è ovviamente uno step decisamente superiore all' ST16.

Ma, ahimè, è inutile piangere sul passato, godiamoci questo che comunque è più che saziante :D
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